Le vite parallele sui social media

Per leggere la pagina clicca qui

L’espressione ’Social media’ fa riferimento a tutti quei mezzi di comunicazione che rendono possibile creazione, condivisione e scambio di contenuti generati dagli utenti attraverso l’uso di piattaforme web: ma non sono solo questo. Sono delle community e soprattutto, luoghi d’incontro virtuali e strumenti da utilizzare all’interno di una più ampia strategia di marketing. I giovani vivono i social come una componente essenziale della propria vita di relazione: rischi compresi. Se i social media sono molto utili per trasmettere informazioni in modo rapido, proprio questa rapidità induce le persone a non riflettere facendosi influenzare senza sapere se stanno leggendo una “Fake news” o meno. Attraverso i social, possiamo crearci una vera vita parallela da cui è impossibile uscire e che crea dipendenza. In tutto ciò ci siamo posti una domanda: «Siamo più liberi di esprimerci sui social media oppure nella vita reale?». La risposta è ovviamente soggettiva, molte persone ritengono che esprimersi nella vita reale sia estremamente difficile per tutta una serie di condizionamenti e paure del giudizio degli altri mentre trovano che crearsi un ‘altro da sè’ virtuale che si esprime online sia la soluzione più semplice ed efficace. Pensandoci bene, sui social tendiamo a creare una ‘nuova persona’ che è altro da noi come in un infinito gioco di ruolo. Ci nascondiamo dietro un nome utente e un’immagine profilo che non ci rappresentano ma che vorremmo, disperatamente, essere. Non ci esprimiamo come potremmo fare nella vita quotidiana essendo semplicemente noi stessi, venendo accettati per ciò che siamo e ciò che valiamo. Spesso, le persone creano profili falsi, alcune per fingersi qualcun altro altre, per manipolare, con scopi diversi gli utenti più fragili. Infine, troppo tempo passato davanti ad uno schermo provoca danni fisici come problemi alla vista, patologie articolari e il cosiddetto stress da iperinformazione. In conclusione, i social network hanno cambiando le nostre abitudini e il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con il mondo che ci circonda, reale o virtuale che sia. Oggi abbiamo più che mai la necessità di essere in ‘contatto’ ma, passare ore su questi dispositivi annulla il contatto reale. Scrivere un messaggio è molto più semplice e rapido che iniziare una conversazione con una persona reale, gli emoticon hanno sostituito le espressioni e le intonazioni della nostra voce, il profumo irrimediabilmente unico delle emozioni e sorridere è diventato un bottone giallo: il nostro mondo interiore è davvero tutto qui? Devì Conti, Giulio Casalboni, Jennifer Martone, Lucia Montebelli, Sara Savoretti III B