«Donne penalizzate nel mondo del lavoro»

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L’entrata massiccia delle donne nel mercato del lavoro, l’introduzione delle nuove tecnologie e la crescita del settore terziario hanno cambiato il volto del lavoro. A fronte di queste trasformazioni, ci chiediamo come si svolge il rapporto di genere nell’ambito del lavoro domestico. Ecco l’esito delle nostre ricerche. Il divario di povertà tra donne e uomini aumenta nel periodo di maggiore capacità produttiva e riproduttiva femminile. Una ridotta disponibilità di tempo libero acuisce ulteriormente il divario di genere. Nelle comunità rurali e nei Paesi a basso reddito le donne dedicano fino a 14 ore al giorno al lavoro di cura non retribuito, cinque volte il tempo dedicatovi dagli uomini. A livello globale il 42% delle donne in età lavorativa non fa parte della forza lavoro retribuito, contro il 6% degli uomini: questo a causa del carico di lavoro di cura non retribuito. Fra le ragazze il tasso di frequenza scolastica si riduce in funzione delle ore dedicate al lavoro di cura non retribuito. Il lavoro delle donne in Italia. In Italia la percentuale di donne disoccupate è altissima rispetto alla media europea ed è più bassa solo rispetto a quella della Grecia. La ragione principale della disoccupazione riguarda il peso del lavoro di cura dei figli, delle persone anziane non autosufficienti e delle persone con gravi disabilità, che grava sulle spalle delle donne e che è sproporzionato fra i generi. Il 65% delle donne fra i 25 e i 49 anni, con figli piccoli fino ai 5 anni, non sono disponibili a lavorare per motivi legati alla maternità e al lavoro di cura. Le attuali preoccupazioni delle donne. Il mondo del lavoro occupa ogni volta più importanza e non potrebbe essere diversamente giacché tutti i progetti di emancipazione passano attraverso l’indipendenza economica. La nuova realtà lavorativa ha offerto soltanto ad alcune donne maggiori opportunità mentre altre sono rimaste vittime dei cambiamenti del lavoro e si trovano costrette a lavori precari e di basso livello spesso non tutelate dalle reti di protezione sociale. Il 70% dei più poveri nel mondo sono donne che guadagnano 20-30% meno degli uomini. Il lavoro e i figli. Quasi tutti gli italiani pensano che per una donna avere un lavoro e avere figli sia molto importante. Ma queste due considerazioni sembrano non avere connessioni. Per molte donne lavorare e formare una famiglia rimangono ancora oggi due percorsi paralleli e spesso incompatibili. Per questo una donna occupata su tre ha un impiego part time, mentre solo l’8% degli uomini lavora part time. Inoltre il 63,5% degli italiani ritiene accettabile e talvolta necessario che una donna sacrifichi parte del suo tempo libero o della sua carriera per dedicarsi alla famiglia.

Alessandra Castagna, Martina Ciarlantini, Ilaria Cotechini, Hailie Medei, Sofia Fermanelli 3ª B