«Noi giovani i più colpiti dal lungo lockdown»

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In queste settimane sentiamo parlare sempre di scuole chiuse e di regioni rosse, arancioni o gialle. Con questa pandemia e il conseguente lockdown, le persone hanno manifestato varie preoccupazioni, tra cui la paura del contagio e di perdere una persona cara. Gli effetti sono stati avvertiti da tutti, ma forse i più colpiti dai cambiamenti di questo periodo sono stati i giovani. Quando, a fine febbraio 2020, il governo ha annunciato il lockdown, noi ragazzi non ci potevamo credere. Eravamo talmente emozionati all’idea di restare a casa da scuola che non abbiamo pensato a quello che sarebbe potuto accadere. Le prime settimane stavamo benissimo, col cellulare davanti agli occhi e con molto più tempo a disposizione. Dopo poco però la situazione si è aggravata, abbiamo iniziato a preoccuparci e la mancanza dei nostri amici ha cominciato a farsi sentire. La scuola si è adattata alla situazione: ha cominciato ad utilizzare piattaforme allora sconosciute, come Classroom o GMeet. Il carico di compiti che veniva assegnato era molto elevato, le video lezioni erano altrettanto pesanti e lo stress era troppo. Inoltre, stando in casa tutto il tempo, era inevitabile litigare con la famiglia e sentivamo la mancanza di una persona fidata a cui confidare i propri problemi oppure con la quale esprimere le proprie idee senza essere giudicati, o con cui scambiare un abbraccio sincero. Le giornate per noi ragazzi sembravano tutte uguali, era come vivere un incubo: la mattina ci alzavamo, seguivamo le lezioni online, pranzavamo e il pomeriggio studiavamo. L’unica cosa che ci ha aiutato a superare questo periodo sono state le videochiamate con i nostri amici e i nostri hobby. In questo periodo molti di noi si sono abbuffati di cibo rischiando di danneggiare la propria salute, visto che non vi era nemmeno la possibilità di fare sport; alcuni sono rimasti per ore davanti ai dispositivi elettronici, mentre altri invece hanno trovato la forza di rendere produttivo questo tempo e si sono cimentati in attività nuove: c’è chi si è improvvisato cuoco e chi ha letto decine di libri, chi si è scoperto artista o chi ha giocato con fratelli e sorelle. Ora la scuola è ricominciata, e a essere onesti riprendere è stato rassicurante, perché questo ha rappresentato un primo passo verso l’uscita dal tunnel, verso il ritorno alla normalità. Molti di noi non sono stati felici di ricominciare ma, in fondo, tutti siamo grati di avere la possibilità di continuare nella nostra formazione scolastica anche se con un po’ di fatica e preoccupazione. Il periodo di quarantena è stato lungo e difficile, spesso triste e stressante. Nonostante tutto questo, ci sono state comunque degli aspetti positivi. Abbiamo scoperto nuove passioni, ci siamo divertiti e trascorso più tempo in famiglia. Siamo ben consapevoli che il periodo che abbiamo passato e stiamo affrontando tutt’ora sia complicato e ci siano ancora tante sfide da affrontare, ma alla fine siamo sicuri che, se tutti rispetteremo le regole stabilite, finirà presto e potremo finalmente toglierci le mascherine e vedere di nuovo i sorrisi delle persone.