«I social sono utili, ma attenzione agli haters»

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I giovani utilizzano il cellulare per collegarsi ai social e ne usufruiscono, in media, per circa otto ore al giorno. Gli adulti, invece, lo usano più per lavoro e per telefonare ad amici, colleghi o parenti. Di solito non hanno i social o li frequentano poco. Fra i «canali» più seguiti dai ragazzi ci sono Instagram, Snapchat e Tik Tok: un’applicazione, quest’ultima, di videosharing che permette di condividere brevi filmati. Le moderne tecnologie, se usate correttamente, possono essere strumenti importanti. Durante la quarantena, grazie al cellulare, abbiamo potuto vedere e sentire i nostri amici. Inoltre, attraverso Internet, abbiamo modo di fare ricerche, chiarirci dei dubbi e seguire notizie per restare informati sull’attualità. Su questo fronte, però, bisogna essere bravi a non cadere nelle cosiddette fake news, create ad arte per disinformare la gente che naviga sul web. Infine, occorre fare attenzione alle truffe commerciali presenti su giochi online attraverso bug o pubblicità. Insomma, il cellulare va usato con moderazione e cautela. Pensiamo solo alle tante App che le persone oggi scaricano per scopi informativi o servizi. Spesso ci sono violazioni della privacy e, in casi estremi, anche reati. Ad esempio un’App molto utilizzata dai più giovani è proprio Tik Tok. A volte la usano persino bambini piccoli, di 6 o 7 anni, che non sanno cosa stanno facendo e a cosa vanno incontro. In alcuni casi pure noi adolescenti ne facciamo un uso scorretto; inoltre passiamo molto tempo chattando senza neanche sapere con chi… Però c’è chi va addirittura in depressione a causa di commenti che riceve in chat. Gli insulti demoralizzano, qualcuno viene «bullizzato» e, nella maggior parte dei casi, non si sa neppure da chi giungano quei messaggi. Con la pandemia l’utilizzo dei social è aumentato moltissimo e, di conseguenza, sono cresciuti pure gli haters, causando un aumento di commenti negativi che influenzano chi li riceve. Alcuni di questi, infatti, amplificano le insicurezze degli adolescenti che, per migliorare i loro difetti fisici, cadono nella trappola di malattie gravi. E tutto per una serie di commenti scritti da chi, magari invidioso, si sente coraggioso soltanto dietro uno schermo, non pensando alle conseguenze delle proprie azioni. Agli haters che trovano giustificazioni dichiamo: «Attenzione, le parole hanno un peso. L’ironia non deve ferire le persone né può essere volgare o inappropriata». Gli alunni della 2ª C