TikTok, un fenomeno globale da capire

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Ultimamente si è parlato molto di TikTok, un’app cinese con cui si possono vedere e creare video da condividere. Molto popolare tra i giovani (ma gli adulti sono più presenti di quel che si crede), è stata ritenuta responsabile di diversi incidenti, tra cui la morte di una bambina di 10 anni. Mentre alcuni continuano a vederla come un’app simpatica e innocua, per altri è diventata il pericolo numero uno per bambini e adolescenti. Secondo noi, la maggior parte degli adulti ha dei pregiudizi o delle idee confuse in merito: prima di giudicare bisogna capire meglio il fenomeno TikTok e le ragioni del suo successo. I contenuti possono essere di ogni tipo: perlopiù sono video di persone che ballano o cantano, ma c’è anche chi vuole semplicemente comunicare agli altri quello che gli passa per la mente. Chi appare in video di solito veste alla moda e cura l’aspetto, anche chi vuole far credere di non badare a queste cose: l’estetica conta molto. Una sfida per ragazze molto diffusa consiste nell’attorcigliare il filo delle cuffie attorno alla vita: se compie due giri e riesci ad annodarlo hai un fisico perfetto, se no sei grassa. È un esempio di prova pericolosa, oltre che stupida, perché può abbassare l’autostima e convincere le ragazze di essere brutte o di non avere un fisico all’altezza. Alcuni TikToker sono diventati dei personaggi famosi prendendo il posto che per i nostri genitori avevano i divi del cinema e i campioni dello sport. Va detto che ci sono anche video educativi, ma bisogna saperli cercare e la scarsa durata li penalizza. Infatti, la differenza che salta più all’occhio rispetto ad app concorrenti come Youtube è proprio la breve durata dei video, dai 15 ai 60 secondi: che sia questa la ragione principale del successo di TikTok? Le persone non si stancano e i video scivolano via con leggerezza senza che l’attenzione venga messa alla prova. Proprio per questo, però, è facile perdere il senso del tempo: facendo i compiti, capita di prendere il telefono per una pausa e di far passare un’ora senza accorgersene. «Conosco delle persone che si sono lasciate andare con la scuola e con gli amici perché passano tutto il loro tempo su TikTok. A me piacerebbe fare balletti con le amiche, ma non lo considero indispensabile e porta via tempo a cose più utili e soddisfacenti. Per questo non l’ho scaricato, anche per distinguermi dagli altri e sentirmi indipendente» afferma Bianca. Giudizi simili nascono anche da esperienze negative: «Quando avevo TikTok facevo fatica a pensare ad altro e mi arrabbiavo per ogni cosa che succedeva. Ho disinstallato questa app perché ormai mi sentivo dipendente». La scarsa durata è anche un limite: è difficile comunicare qualcosa di importante in meno di 60 secondi. «Ci sono video interessanti ma molti, devo ammettere, sono proprio stupidi e sembrano solo il frutto della noia, sia di chi li produce che di chi li guarda» commenta Eleonora. «In molti video che ho visto le persone non apportano contenuti interessanti, stanno immobili come alberi a dire quattro stupidaggini; per me è deprimente vedere qualcuno che spreca il suo tempo sperando di prendere, se va bene, 10 like» aggiunge Pietro. Forse non è un caso che molti tra noi e i nostri compagni più grandi abbiano scaricato l’app durante il lockdown per combattere la noia e mantenere un contatto con il resto del mondo. Non c’era altro da fare, si apriva un video dopo l’altro…e le ore passavano. Anche per via di un momento in cui la vita sociale di tutti è molto limitata, TikTok sta spopolando, ma non ci stupiremmo se il prossimo anno saltasse fuori qualcosa a rubargli i riflettori. TikTok però ha già dimostrato di sapersi rinnovare: non tutti forse sanno che è l’evoluzione di un’app nata nel 2016, musical.ly. Quelli che hanno fatto in tempo a conoscerla grazie a fratelli e sorelle più grandi sono d’accordo nel dire che, rispetto a quel che ora è TikTok, musiacl.ly era più pulito e accogliente: si poteva essere se stessi e c’era meno odio nei commenti. I brutti episodi aumentano man mano che la popolarità di TikTok cresce, e non si limitano al cyberbullismo tra adolescenti. Il limite d’età continua ad essere ignorato perché si può mentire sulla data di nascita (gli ultimi provvedimenti sono serviti a ben poco), e questo fa in modo che bambini e adulti si trovino a interagire fra loro, con il pericolo per i più piccoli di essere contattati da pedofili. Un altro problema è quello della privacy: bisogna capire che tutto quello che postiamo non è più in nostro potere e abituarsi a fare molta attenzione. «Mi è capitato di essere preso in giro dai compagni per un video che avevo postato. Sono riuscito a cancellarlo da TikTok ma non dalle loro menti; a volte mi prendono ancora in giro» testimonia Leonardo. Ma tutti questi pericoli non sono diversi rispetto alle altre piattaforme, per cui l’accanimento degli ultimi tempi contro TikTok ci è sembrato esagerato. Tante persone ne hanno chiesto la chiusura descrivendolo come una giungla senza regole, ma in realtà le regole ci sono: i contenuti violenti o inappropriati possono essere segnalati e, teoricamente, i minori di 13 anni non possono nemmeno installarlo. «È la solita storia: la tecnologia in sé non è né buona né cattiva, tutto dipende dall’uso che se ne fa. TikTok dà molte opportunità, può essere usata in modo intelligente e creativo o stupido e pericoloso, questo sta alla responsabilità di ognuno. E, nel caso di minorenni, la responsabilità è dei genitori: sono loro a dover tenere d’occhio i propri figli» commenta Leonardo. «I miei si fidano, ma vogliono comunque sapere la password del mio telefono per controllarlo ogni tanto». La classe 1E di Roncofreddo