«L’importante è essere sempre se stessi»

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Siamo marionette in mano al sistema e in pochi ne sono consapevoli e provano a ribellarsi. Siamo prigionieri di una realtà che ci incatena a modelli da seguire, e quando ci si prova a distinguere si rimane esclusi, soli, con le proprie idee innovative. I cosiddetti “idoli” o esempi da seguire e idolatrare sono spesso persone che di per sé non dicono nulla, non danno buoni esempi, non parlano di veri problemi e non provano a liberarci dalla prigione che è la realtà imposta dalla società. Chi merita davvero di essere ascoltato per le proprie idee deve fare molta più fatica per emergere, perché ostacolato da stereotipi o modelli imposti. Appena si inizia a fare rumore, uscendo dagli schemi, si viene emarginati o zittiti e tutte le persone che dicono o fanno qualcosa che provoca il sistema, vengono discriminate o derise. Il fatto che tanta attenzione e tanto successo siano attribuiti a personaggi che trasmettono messaggi poco interessanti se non addirittura dannosi o pericolosi e che questi vengano definiti in qualche modo “i modelli dei giovani d’oggi” non costituisce di per sé uno stereotipo? Non è forse un banalizzare quello che un giovane è realmente? Noi, ragazzi della 3^ AR, non siamo così o almeno non lo è la maggioranza di noi, siamo molto più attenti a ciò che ci circonda e molto più partecipi e solidali, insomma, ci sentiamo migliori di come di solito vengono rappresentati e/o considerati i giovani e crediamo che anche un articolo come questo ne sia la dimostrazione. Se ampliassimo i nostri orizzonti, aprendo gli occhi, matureremmo, capiremmo i veri problemi, non saremmo più fotocopie o oggetti fatti in fabbrica con lo stampino. Saremmo noi stessi, nel modo in cui ci sentiamo più a nostro agio, avremmo una nostra personalità, una nostra identità e non dovremmo più preoccuparci di assomigliare a ciò che ora si considera “normale”. Ci sono persone che hanno molte idee, tante cose da dire e vorrebbero gridare il loro pensiero e i loro sentimenti, purtroppo non ne hanno la forza e rimangono nell’ombra per paura di andare contro a qualcosa di più grande di loro. A volte fa troppa paura il cambiamento. Un passo avanti si è fatto con la sensibilizzazione a problemi come omofobia, razzismo, la mascolinità tossica, il modello della donna “perfetta”, magra e bella e dell’uomo atletico e muscoloso, ma ci sono ancora troppi pregiudizi e troppo odio. Ci sono persone che cercano di farci ragionare e di aprirci gli occhi ma diamo troppa importanza a quello che ci trasmettono personaggi sbagliati come certi cantanti o influencer che spesso dimenticano che: ”Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. A volte ci si sente anche obbligati a rispettare questi modelli e a stare zitti e buoni seguendo la massa, perché probabilmente se si facesse quello che si vuole davvero si rimarrebbe soli, per il semplice motivo che si hanno preferenze differenti dagli altri. E’ questo quello che, noi della terza di Reda, non troviamo giusto: emarginare una persona perché è se stessa e si sente a suo agio facendo determinate cose. Crediamo che non sia così bello interpretare una personalità che non ci appartiene. È necessario che le persone si sentano loro stesse e non in dovere di seguire i soliti modelli. Se ci chiedessero cosa dovrebbe essere secondo noi la normalità o chi la dovrebbe rappresentare, diremmo che la normalità è in tutte le persone che hanno il coraggio di essere se stesse al 100%, con le loro sfaccettature e con il loro modo di essere. Classe 3^A Scuola media ‘Strocchi’ di Reda (Faenza)