«Sport, mancano i momenti insieme»

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Con la pandemia una cosa è cambiata: lo sport. In classe ci sono dei calciatori. Ale Coma: «Prima si poteva fare la partita anche solo ad allenamento, ci si poteva divertire, negli spogliatoi, ma ora non si può. Il mio momento preferito era quando si parlava e si facevano scherzi, anche se in partita perdevo 10-0». Matteo lamenta che gli manca aspettare tutta la settimana il momento della partita, andare in campo e sentire gli applausi dei genitori, la gioia di aver vinto o la delusione di aver perso ma di avercela messa tutta, il momento degli scherzi e dei discorsi dentro lo spogliatoio. Federico ha una speranza: «Spero tanto di ritornare alla normalità al più presto. Pensandoci bene mi ritengo fortunato rispetto ad altri amici che praticano sport dove non possono fare allenamento». Anche Ale Dradi è ottimista: «Sono sicuro che quando rientreremo in campo per le partite saremo ancora più forti perché una volta avevamo solo due allenamenti per prepararci mentre ora sono mesi e mesi che ci alleniamo». Martina B ci racconta il cheerleading: «È un’unione di squadra nella quale se manca anche solo una persona non può funzionare. Svolgerla on-line perde tutto il suo significato. Proprio come la piramide, che è uno dei nostri esercizi: se manca la base non ci può essere la cima». Francesco si era organizzato con due attività: «Quest’anno avevo iniziato due nuovi sport, arrampicata e kick boxing che mi piacevano veramente molto, ma con la pandemia non sono più potuto andare ad arrampicata! Invece kick boxing l’ho continuato grazie a nonno Igor che è un esperto e viene ad allenarmi a casa. È davvero uno spasso, mi dà consigli e nel tempo di pausa parliamo di tutto; l’allenamento è diventato un appuntamento fisso!». Anche a Mariasole manca l’aspetto agonistico. Lei fa scherma e gli allenamenti sono ripresi dopo poche settimane in modo diverso: «Usavamo un’applicazione Zoom per lezioni on line. Quando la connessione era scarsa molti lasciavano l’allenamento. La cosa che mi manca di più è non poter fare più gare, abbracciarci e darci il cinque una volta finito l’incontro. Ma soprattutto stare con i miei compagni di squadra». Ma anche chi non faceva una attività fisica tradizionale sta soffrendo. Elisa, prima dello scoppio del coronavirus andava spesso nei parchi vicini in bicicletta, per giocare con gli scivoli e giocare a palla. Era bellissimo e si incontravano tanti amici. Ma ora l’ambito delle attività è molto limitato. «Io e la mia famiglia ora facciamo attività sull’erba al piano di sotto a casa, o stiamo in soggiorno a casa per fare aerobica, ballare e giocare con i miei fratelli e sorelle». Le più fortunate sono state finora le ginnaste. Martina M: «La mia società di ginnastica ritmica ha ripreso le lezioni in presenza, dopo un periodo on line. Io sono felicissima perchè mi mancavano tanto i miei esercizi con l’insegnante: che fortuna!». Anche Aurora si sente privilegiata: «Io sono un atleta agonista ed ho continuato ad allenarmi sempre in palestra. Ho potuto migliorare, prepararmi per fare le gare nazionali che si sono svolte in un clima triste. C’erano le tribune vuote e un gran silenzio tra un’esibizione e l’altra». Insomma ci manca lo sport, lo stare insieme e condividere le emozioni. Classe 5ªA Scuola primaria ‘Rodari’ – tempo normale di Mezzano Maestro Andrea Serri