Alimentazione e cultura, per saperne di più

Per leggere la pagina clicca qui

Uno degli argomenti che ci ha particolarmente interessati nel corso del 1° quadrimestre è stato quello relativo all’alimentazione. Essa è costituita da vari tipi di cibo, che caratterizzano la nutrizione (insieme di processi biologici), fondamentale per la nostra vita. L’alimentazione è uno degli aspetti fondamentali e culturali di un popolo: dietro un piatto culinario si apre un mondo di tradizioni che vanno dalla raccolta, alla trasformazione, alla consumazione e alla conservazione del cibo. Per avere maggiore chiarezza è molto importante ricordare che il termine ’dieta’, deriva dal greco dìaita e significa ’stile di vita’ e uso degli alimenti che quotidianamente e abitualmente si assumono. Compiendo ricerche sulle varie diete, abbiamo constatato che fra le tante, quelle più sostenibili risultano essere per eccellenza la dieta mediterranea (costituita dal consumo di olio di oliva, cereali, frutta fresca, secca e verdure, un utilizzo moderato del consumo di pesce, carne e latticini) e, a seguire, la dieta coreana, conosciuta prevalentemente in Oriente e caratterizzata anch’essa da una varietà di prodotti vegetali, bilanciata nei nutrienti contenuti nelle zuppe e nei prodotti fermentati, fonte di vitamine e composti antiossidanti (vedi ad esempio il Kimchi, piatto a base di cavolo fresco fatto fermentare). Entrambe queste diete sono a basso impatto ambientale, culturalmente accettabili, economicamente accessibili e adeguate sotto il profilo nutrizionale. Si tratta cioè di diete particolarmente interessanti, perché ottimizzano le risorse naturali e umane. Consultando il sito National Geographic e approfondendo il discorso ’What the world eats’, abbiamo rilevato che la differenza tra le due diete risiede nel fatto che quella mediterranea prevede il consumo di più alimenti proteici come legumi, ricchi di proteine, mentre quella coreana prevede una maggiore quantità di verdura (50% a fronte del 35% di quella mediterranea). Un altro aspetto interessante è legato alla consumazione dei tipi di cereali: nelle zone asiatiche è molto più usato il riso, mentre in Europa, ad esempio, si fa maggiore utilizzo di alimenti derivanti dal grano. I cereali sono maggiormente consumati nella dieta mediterranea nella misura del 45% a fronte del 30% di quella coreana. I cereali, comunque, sono utilizzati in quasi tutte le diete, per il fatto che possono essere essiccati e facilmente conservabili, ideali per creare scorte alimentari, facilmente adattabili ai diversi ambienti, alle situazioni climatiche e semplici da coltivare. A conferma di ciò nella doppia piramide alimentare e ambientale, modello elaborato da Fondazione BCFN (quello su cui si basa la dieta mediterranea), si nota appunto che i cereali si trovano alla base delle due piramidi, perché presentano sia minori impatti sull’ambiente sia una adeguata validità dal punto di vista della salute. Concludendo, possiamo affermare che una dieta sostenibile che prevede una nutrizione corretta, varia ed equilibrata riveste un ruolo importante nella prevenzione di situazioni di malnutrizione (secondo la definizione data dall’OMS si tratta di uno squilibrio tra il rifornimento di energia e il fabbisogno del corpo), sovrappeso (un eccesso di peso corporeo, rispetto ai parametri fissati dall’OMS), sottonutrizione (l’insufficiente assunzione di alimenti rispetto al fabbisogno giornaliero) e denutrizione (carenza di calorie di uno o più principi nutritivi fondamentali). È importante, dunque, rivedere tutto il sistema alimentare, dall’agricoltura al consumo, per promuovere la sostenibilità ed evitare gli sprechi di cibo perché, come evidenzia la FAO, ben un terzo del cibo globale viene gettato, mentre il numero delle persone che quotidianamente muoiono di fame rischia di arrivare a 840 milioni entro il 2030. Sostenibilità, consapevolezza e responsabilità sono le parole del nostro presente, per garantire un futuro possibile. Classe 3ªE