L’intervista impossibile a Rita Levi Montalcini

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Signora Levi, so che nella sua vita ha studiato tantissimo, come mai ha scelto proprio Medicina? «Vedi cara Asia, sono figlia di un ingegnere e matematico. Anche mia madre era una persona molto colta, loro mi hanno trasmesso l’amore per lo studio e la ricerca. La scelta di Studiare Medicina è stata influenzata dal fatto che nel 1930, si ammalò di cancro la mia amata governante Giovanna, che purtroppo morì..la amavo molto. Questo probabilmente mi spinse a studiare per cercare di salvare più persone possibili dalle malattie che fino a quel momento non avevano cure..o quasi». Lei ha studiato in un periodo dove non c’erano molte donne che sceglievano quel genere di carriera. É stato difficile fare ciò che ha fatto in quanto donna? «Si Asia ho iniziato la mia vita da studiosa in un periodo della storia dove le donne di solito restavano a casa ad occuparsi dell’educazione dei figli e della cura della casa. Sicuramente qualcuno non vide di buon occhio la mia scelta di iniziare la carriera di studiosa nel campo medico. Ma la mia naturale predisposizione al servizio del prossimo e la mia natura pacata sicuramente mi hanno aiutata a “farmi voler bene”e a superare le difficoltà che una giovane donna negli anni 30 poteva incontrare se decideva di diventare medico». Se lo sarebbe aspettato di ricevere il Premio Nobel? «Beh no, non era il mio scopo principale. Ho sempre fatto le mie ricerche ed i miei studi con grande passione e mossa da una forte motivazione. Il mio scopo era aiutare le persone, non ricevere un premio..allo stesso tempo tempo Asia, a volte succede che quando svolgi il tuo lavoro con tanta passione, senza pensare a ciò che gli altri possano pensare..se lo fai con Amore e malgrado tutte le difficoltà…se senti nel tuo cuore che è ciò che devi fare…allora arrivano anche“i premi”…ma non devi lavorare per quelli». Lei ha percorso parte del suo viaggio durante al guerra. Lei è di origine Ebrea, ha mai pensato di interrompere gli studi e pensare solo a salvarsi? «Oh sì molte volte..come forse saprai sono stata costretta a spostarmi, emigrare in paesi più “sicuri” durante la guerra. Talvolta la paura cercava di mettermi al tappeto…ma non ci è mai riuscita. Anzi, forse proprio a causa della Guerra ho continuato ciò che avevo iniziato..in fondo è proprio dopo una Guerra Mondiale che un Paese ha più bisogno di risollevarsi e di poter prendersi cura delle Persone che sono sopravvissute..Ho cercato di farlo nel modo migliore possibile, anche improvvisando e arrangiandomi come potevo a volte». Signora Levi, ho letto tante cose su di lei..alcune della quali mi hanno fatto pensare che sia sempre stata una Signora con una mentalità molto moderna…noi alla nostra età diremmo che lei è ’Molto Avanti’ si rivede in questa sensazione? «Sono sempre stata grande sostenitrice del Libero pensiero..se non vi è libertà di pensiero allora vengono meno tutte le altre libertà di conseguenza non credi? Se non sei libera di essere atea in un mondo di religiosi, se non sei libera di essere donna in un mondo di medici uomini…allora non puoi essere Libera mai..e questa è la malattia più grave che abbia mai colpito l’uomo..e alla quale purtroppo non si è ancora trovata la cura». E’ stata anche eletta senatrice a Vita, è un grande riconoscimento anche questo per un’Italiana? «Una simpatica etichetta che mi hanno attaccato nel corso degli anni. Io mi sono sempre occupata di medicina, di ricerca. Ho sempre creduto nella libertà di poter essere ciò che vogliamo essere e di metterci al servizio degli altri. Ognuno nel suo campo di azione…e la politica non è il mio..per fortuna». Asia Chiarini, classe 3 D scuola media di Lavezzola