Disabili al lavoro? Effetto benefico

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Come sarebbe un mondo in cui anche le persone con disabilità riuscissero ad avere la possibilità di lavorare? Spesso l’atteggiamento nei loro confronti è pregiudizievole: a volte troppo positivo, basato più sulla pietà che sulle loro potenzialità, altre volte, invece, negativo e sfavorevole all’inclusione. Antonio Scanferlato, proprietario di alcuni fast food e coinvolto in un progetto di inserimento lavorativo, racconta: «Le persone con disabilità con le quali ho lavorato, mettono un entusiasmo nel lavoro che faccio fatica a trovare e che diventa un esempio per il team». Anche le persone con disabilità lottano per realizzare i loro sogni, trasformando il limite imposto dall’handicap in un’occasione. Ne è stato la prova il pianista, direttore d’orchestra e compositore Ezio Bosso, che, nonostante la sua malattia, è riuscito a cogliere il bello della realtà e a trasmetterlo attraverso la sua musica. Nel corso del tempo poche aziende hanno coinvolto persone con disabilità nel mondo del lavoro, ma ci sono reali criticità nell’adottare questa scelta? Per molte persone sì, perché vedono nella persona disabile un infante bisognoso di cure e non un persona che può dare il meglio di sé. Per quanto riguarda l’inserimento in azienda, l’Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, ha individuato le principali criticità incontrate dai datori di lavoro. Al primo posto ci sono i “problemi di comportamento” del lavoratore, al secondo i suoi limiti produttivi e al terzo posto la necessità di supervisione. Altri fattori che influenzano negativamente l’attività lavorativa delle persone con disabilità sono l’affaticamento, la difficoltà di movimento, la scarsa fiducia in se stessi e i problemi di comunicazione. Tuttavia esistono opinioni contrarie, come lo studio condotto dalla ricercatrice Daniela Pavoncello, che propone un nuovo’ alfabeto’ per l’inclusione e la partecipazione lavorativa, composto da otto parole chiave: responsabilità, collaborazione, flessibilità del lavoro, coinvolgimento, valorizzazione, supporto e personalizzazione del percorso di inserimento. Queste caratteristiche sono state adottate nel 2013 in Spagna a Valladolid, quando Angela Bachiller è diventata la prima persona con sindrome down a ricoprire il ruolo di consigliera comunale. Quindi il collocamento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro ha effetti benefici non solo sul disabile, che può così riacquistare la sua piena dignità, ma è conveniente anche dal punto di vista economico per la società, in quanto permette di recuperare energie e potenzialità inespresse che andrebbero altrimenti perdute. Matilde Ceccoli, III D