Come riconoscere la mafia e combatterla

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Lunedì 8 febbraio, abbiamo incontrato, via Zoom, la signora Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo Borsellino ex magistrato italiano, e abbiamo discusso di mafia. Tra i vari argomenti, abbiamo parlato di come sia nato lo spirito di giustizia nel padre. Fiammetta ci ha spiegato che essendo cresciuto in un quartiere povero di Palermo, dove la mafia si è sostituita allo Stato, fin da piccolo aveva riconosciuto tutto ciò come un problema e ha maturato la voglia di cambiare questa situazione. Abbiamo inoltre approfondito come la mafia non sia solo nel Sud dell’Italia, ma si trovi anche nel Nord e Centro, magari in un modo meno evidente perché ‘mafia’ non è solo l’atto mafioso, ma è anche il silenzio, il ‘girarsi dall’altra parte’ e omettere prove e testimonianze. Abbiamo chiesto a Fiammetta Borsellino se la mafia al giorno d’oggi può dirsi sconfitta e ci ha risposto che la criminalità organizzata continuerà a vincere ed esistere finché avrà il consenso giovanile. Per questo è importante l’educazione. Essa è essenziale perché ci permette di comprendere a pieno cosa sia la mafia e di avere le conoscenze che ci permettono di non finire nelle sue ‘grinfie’. La mafia infatti sfrutta l’ignoranza di alcune persone, illudendole di poter dare loro ciò di cui hanno bisogno gratuitamente, quando invece esigono che si sdebitino. La signora Borsellino ci ha inoltre parlato di come lo Stato perderà fino a quando persisterà il silenzio dei mafiosi in carcere, che rimangono nella loro cupola di omertà, restando fedeli a Cosa Nostra. In conclusione, questo incontro a noi ragazzi ha insegnato molto. E poiché abbiamo capito che ognuno di noi deve fare la propria parte, pensiamo che anche tutte le persone di tutte le età debbano fare la loro. «È mafia – ha affermato Fiammetta Borsellino – non soltanto la criminalità organizzata. Ma è il nostro modo sbagliato di comportarci, quando adottiamo comportamenti sbagliati, orientati verso la prevaricazione e la prepotenza, quando vediamo qualcosa di sbagliato e ci giriamo dall’altra parte». E ha aggiunto: «Quanti di noi hanno pensato per molto tempo che il problema della criminalità fosse un problema del Sud, che la criminalità fosse un problema la cui soluzione doveva essere delegata solo alla magistratura! In realtà no; ognuno di noi si deve far carico di questo problema. Ognuno di noi deve fare la propria parte». Classe 3B: Ilaria Palumberi Classe 3D: Giulia Boari, Caterina Giacomin, Alessandro Pierbattista