A lezione di legalità dal maestro di judo

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Siamo gli alunni della classe 2C della ‘Parenzo’ e stiamo leggendo con l’insegnante di Lettere, la professoressa Monica Chieregatti, un libro dal titolo ‘O’Maè storia di Judo e di camorra’, scritto dall’autore Luigi Garlando, per il progetto sulla legalità. ‘O’Maè’ è il soprannome del maestro di judo, Gianni Maddaloni, considerato un padre per i ragazzi di strada di Scampia. Dopo aver visto anche un video di una sua intervista, su suggerimento dell’insegnante abbiamo scritto delle lettere indirizzate a questa grande persona, verso la quale nutriamo grande stima e ammirazione. Gianni Maddaloni, le scrivo questa lettera perchè ho letto il libro ‘O Maé, storia di judo e di camorra’; insieme ai miei compagni di classe ed alla nostra professoressa di italiano, libro in cui lei è uno dei protagonisti. Mi sono appassionata molto a questo libro perchè mi ha fatto riflettere sul suo coraggio, sul fatto che lei, ogni giorno con il suo lavoro, lotta contro la violenza e la mafia nel paese di Scampia. Ammiro molto quello che fa, è davvero bello vedere che c’è ancora qualcuno impegnato a salvare i ragazzi di queste zone dalla strada, cercando di farli crescere imparando il rispetto delle regole, di sè stessi e delle altre persone attraverso uno strumento che si rivela molto importante: lo sport. Credo che il judo sia uno sport in cui si impara il rispetto dellambiente in cui ci si trova, dei propri compagni, del proprio insegnante. Se i futuri adulti, ovvero i bambini ed i ragazzi di oggi, imparano sin da subito ad essere persone e cittadini dignitosi, si possono migliorare città come Scampia, purtroppo rinomate solo per le cose negative che succedono. Questi ragazzi imparano il valore di essere persone giuste, di lavorare con onestà e lealtà e di non vivere per forza di furti e criminalità, ed evitare così il giro della camorra. Con il judo lei , insegna ai ragazzi che se si cade ci si può rialzare, che si può vivere una vita sana e corretta fuori dalla strada e insegna loro a crescere sulla ‘via della legalità’; Città come Scampia potrebbero essere migliorate partendo proprio dal buon esempio delle persone, trasmettendo agli altri la speranza, insegnando i valori giusti della vita ed un futuro migliore. La cosa che più mi ha colpito però, è stato scoprire che lei fa tutto questo gratuitamente, ed immagino che mantenere una palestra in cui vengono ad allenarsi moltissime persone, che magari non possono permettersi di pagare le rette, sia molto difficile. Il suo amore per le persone che vivono a Scampia è anche l’amore per il suo paese perché è lì che lei è nato e vuole renderlo un paese migliore. Spero di incontrare in futuro anche altre persone che hanno il suo stesso amore per il prossimo, persone con il desiderio di migliorare i destini della gente e di rendere la società un luogo in cui stare bene. Concludo che ha tutta la mia ammirazione, perché la sua sensibilità e la sua umanità mi hanno dato la speranza che si può sempre diventare persone migliori. Ginevra Quesiti Classe 2C Istituto ‘Parenzo’