Il principe cieco e l’importanza del bene

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Axel, un bellissimo principe, ora ha 14 anni e vive una vita bellissima: può avere ciò che vuole, gioielli, diamanti, vive in un bellissimo castello; la mattina, gli uccelli cantano per la sua presenza, il sole sorge e la natura si risveglia. Purtroppo, non può prevedere quello che lo aspetta… Il giovane è sempre stato gentile e generoso con tutti; quando vedeva, nei sentieri, poveri uomini, dava sempre loro monete d’oro; odiava vedere qualcuno triste. Un potente mago, invidioso della sua gentilezza e generosità, decise di ordire un incantesimo: sarebbe servito a renderlo cieco, privo di emozioni e sentimenti. Per sciogliere l’incantesimo, sarebbe stato necessario reperire una piuma incantata e intingerla nell’inchiostro che solo i più buoni possono avere. Infine, bisognava scrivere, su una vecchia quercia, il proprio nome. Lo stregone si presentò, dunque, alla festa al castello e versò il liquido magico nel vino del principe. Quando finì di bere, si sentì male, i suoi capelli biondi diventarono neri come la pece e gli occhi splendenti si spensero, diventando opachi. Solo dopo alcune ore, il re si rese conto che Axel era triste; andò verso di lui e cercò di consolarlo, ma niente. Dopo alcuni giorni, il giovane stregato vide una strana scritta in latino sul tavolo del banchetto, dove c’era il vino; allora chiamò un poeta e gli chiese di tradurla. Recitava così: ‘Una piuma incantata e tinta con il puro dell’animo… su una vecchia quercia il tuo nome andrà’. Il principe non capì il senso di quelle parole ma annotò tutto su una pergamena. Dopo ore per capire il significato, decise di andare in cerca di una risposta. Nessuno seppe dargli una spiegazione. Ad un certo punto, vide una vecchietta che faceva fatica a camminare; la sua gentilezza fu più forte dell’incantesimo: si precipitò ad aiutare l’anziana. Axel disse: ‘Le do una mano’. E la vecchietta: ‘Grazie, devo andare a casa mia, laggiù’. Axel portò l’anziana a casa e, prima che fosse andato via, ella lo fermò, dicendo: ‘Aspetta! Ti devo dare una cosa’. Il principe si ritrovò in mano una boccetta d’inchiostro. Si ricordò delle parole in latino. Partì per cercare la piuma: attraversò la foresta, innumerevoli paesi e, alla fine, tornò al castello. Chiese al padre (il re) dove si potessero trovare bellissimi uccelli. Gli fu indicata una collina, vicino al fiume. Il principe vi andò e miracolosamente vide un uccello bellissimo con piume splendenti. Ne staccò una: la piuma si ‘illuminò’ e un’aura viola le girò attorno. Con la boccetta d’inchiostro e la piuma, il giovane andò alla quercia più vecchia del paese. Prese la piuma, la tinse nell’inchiostro e scrisse AXEL sul tronco. La scritta divenne variopinta, si disintegrò e circondò il giovane: era bellissimo. Egli ritrovò le emozioni, i suoi capelli si ricolorarono di biondo, gli occhi ritornarono splendenti come prima. Gli uccelli cinguettavano intorno a lui e il sole iniziò a tramontare. Tutti i paesani e il re furono felicissimi di riabbracciare il caro Axel. Riccardo Alboresi, I B, IC5