Ieri e oggi: generazioni a confronto

Per leggere la pagina clicca qui

A volte tra diverse generazioni non ci si capisce perché a ciascuno di noi sembra normale il mondo in cui nasce. Abbiamo parlato con i nostri familiari per chiedere loro le differenze tra ieri e oggi. IERI Una volta non esistevano le tecnologie digitali. Non c’erano cellulari, tablet, pc portatili. I ragazzi giocavano ai giochi da tavolo, come ‘Battaglia navale’, ‘Risiko’ o ‘Cluedo’, oppure, più frequentemente, uscivano all’aria aperta: giravano in bici, giocavano a palla, andavano al bar, ai concerti. Qualcuno ha anche viaggiato attraverso l’Europa in treno, altri sono andati a studiare le lingue straniere all’estero, in vacanze studio. Ai tempi dei nostri genitori c’erano i primi computer per i videogames, Commodore 64 o Amiga 500, che andavano a floppy disk e che richiedevano un lungo tempo di caricamento. C’era meno consapevolezza sull’inquinamento, sui cambiamenti climatici. La scuola era diversa, più punitiva e più severa. Alcuni dei nostri nonni hanno ricevuto bacchettate sulle mani, sono stati in ginocchio sui ceci, hanno indossato cappelli a cono con su scritto ‘asino’. Nessuno girava con un proprio dispositivo elettronico in tasca. Se una persona usciva non era rintracciabile. Per telefonare da fuori casa bisognava cercare una cabina. Non c’era internet e quasi tutta la burocrazia era cartacea. Non esisteva lo shopping online, quindi per comprare bisognava andare per negozi. Credevano nell’amicizia, nella vita, nel valore di un lavoro che ripagava la fatica con uno stipendio. OGGI Il mondo di oggi è totalmente diverso, grazie anche ai grandiosi sviluppi. Noi siamo completamente influenzati dalla tecnologia, che ci ha permesso di restare in contatto con gli amici o con i parenti e di continuare la scuola. Anche la scuola è cambiata: lim e computer in classe, tablet, compiti e verifiche su piattaforme e social. Insegnanti più disponibili, più attenti ai nostri bisogni. Ma non è cambiato il modo in cui gli studenti la vedono, ovvero una prigione a causa della quale non possono avere molto tempo libero. Preferiamo l’immediatezza di una chat o di una videochiamata ai tempi lunghi di una lettera. Passiamo spesso il tempo con gli amici online, giocando ai videogames, chiacchierando, guardandoci qualcosa in condivisione. Abbiamo anche nuove aspirazioni, che nel passato non erano nemmeno pensabili: diventare youtuber o influencer, per avere un’indipendenza economica svolgendo un lavoro che ci sembra facile e divertente. E’ vero che spesso viviamo in una realtà fatta più di apparenza che di essenza, alla ricerca di qualche “mi piace” per sentirci notati o apprezzati, anche solo per un momento. Però siamo molto più consapevoli, rispetto alle generazioni che ci hanno preceduto, del problema dell’inquinamento. Fin da piccoli ci hanno insegnato a riflettere sui danni all’ambiente e spinti verso un comportamento più civile verso il pianeta che ci ospita. Tecnologia e pandemia ci hanno allontanati fisicamente ma anche avvicinati per il comune desiderio di un tempo insieme. Speriamo nei prossimi anni di riprenderci un po’ di libertà, magari andando a vedere un concerto o un film al cinema, come facevamo prima del 2020, ritrovando il piacere di stare in mezzo agli altri senza la paura di un contagio. Le abitudini sono cambiate e tra le generazioni di oggi e di ieri spesso non ci si capisce, ma viviamo insieme in questo mondo condividendo le nostre diverse esperienze, cercando di arricchirci a vicenda. Classe 2ªA Scuola media di Brisighella Prof.ssa Cristina Laghi