Dall’antichità a oggi, il ruolo degli anziani

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Nella società di oggi, dove prevalgono i valori della bellezza esteriore, della forza fisica, del lavoro, le persone anziane vengono spesso sottovalutate e considerate inferiori, inutili, a volte un peso. Spesso anche noi ragazzi non ci rendiamo conto dell’importanza di avere dei nonni e non li trattiamo con le attenzioni che meritano. Invece, nel passato gli anziani venivano considerati i più importanti della famiglia e della società. Diventare ‘anziano’ significava raggiungere un traguardo e avere accumulato esperienza, saggezza e conoscenza. Ecco perché gli anziani nel mondo antico venivano sempre ascoltati e rispettati: avevano tanto da insegnare ai giovani. Leggendo l’Iliade, ci ha colpiti il rispetto che il terribile Achille mostra verso il vecchio re Priamo. Anche se è un suo nemico, Achille lo tratta con riguardo, ciò testimonia quanto gli anziani fossero importanti a quei tempi. Oggi si discute molto sul tema della fragilità delle persone anziane. Stiamo lottando contro una pandemia che si è rivelata molto più pericolosa per gli anziani: sappiamo infatti, che la maggior parte delle vittime appartiene a questa categoria. Qualche giovane ha addirittura sottovalutato il virus, perché l’età media dei deceduti è molto alta. Ma i danni del Covid non sono solo questi; molti nonni, a causa del virus, stanno vivendo un momento di grande solitudine e stanno rinunciando a vedere i propri cari, i propri amici o anche a uscire per fare delle passeggiate. Questo li ha resi ancora più deboli ed indifesi e sta contribuendo in molti casi a farli sentire soli e inutili. Quello che a volte dimentichiamo è che i nonni sono tutt’altro che inutili! Molti di loro, essendo ancora pieni di energie, sono fondamentali per i figli e i nipoti e sostengono con il loro aiuto tante giovani famiglie alle prese con una vita frenetica e piena di impegni. In molti casi, le persone anziane, avendo tanto tempo a disposizione, si rendono utili per il prossimo, fanno volontariato e si impegnano nel sociale. In questo modo fanno bene agli altri, ma anche a loro stessi, sentendo di poter dare ancora un grande contributo alla comunità. Sarebbe molto utile coinvolgere ancora di più gli anziani in azioni di volontariato, soprattutto adesso, per colmare il senso di vuoto e di solitudine che la pandemia ha prodotto. Classe 1B: Andrea Albertazzi, Noah Angelo, Alessia Baba, Stanislav Ivanov, Alì Jouhari, Letizia Marano, Eduard Meut, Hamza Mumtaz, Vittoria Serra, Seoul Sikder, Luca Socaciu, Alice Tedesco, Flavio Ventura, Giada Volta, Carlotta Zanaglia. Prof.ssa Enrica Tirone