«Contro la Segre odio inaccettabile»

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In prossimità del 27 gennaio, data in cui si celebra la giornata della Memoria per lo sterminio degli ebrei, si sono moltiplicate le riflessioni circa la reale necessità di questa ricorrenza. Sempre più frequentemente infatti si possono sentire voci di indifferenza e addirittura di odio nei confronti di questa tematica storica così dolorosa e di chi, suo malgrado, l’ha vissuta e la testimonia ancora oggi. Purtroppo questa indifferenza e questo odio ci riguardano molto da vicino e, esempio su tutti, ne è la vicenda di Liliana Segre, che è sopravvissuta ad Auschwitz ed attualmente è senatrice a vita della Repubblica italiana, la quale si calcola che riceva in media 200 messaggi d’odio al giorno (questi dati sono aggiornati al novembre 2019). Liliana Segre, nata a Milano il 10 settembre 1930, quand’era ancora piccola, già all’età di otto anni non poté andare più a scuola a causa dell’applicazione delle leggi razziali, le «Leggi per la difesa della razza» che non solo vietavano l’accesso a scuola alle persone di origine ebrea, ma inserivano tutta una serie di divieti a loro carico che ne andavano a limitare fortemente la loro libertà. Strappata dalla famiglia e deportata ad Auschwitz, la Segre riuscì a salvarsi solo dopo mesi di privazioni e di sofferenze inimmaginabili. La Segre, con molta fortuna e forza ne è uscita viva e a distanza di alcuni anni ha cominciato a testimoniare la sua esperienza con impegno e determinazione, tanto da essere stata nominata senatrice a vita, nel 2018, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella «per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale». Tuttavia, nonostante le grandissime sofferenze che questa donna ha dovuto subire quando ancora era poco più di una bambina, la Segre viene insultata ripetutamente da tutti coloro che non ritengono giusta la sua nomina di senatrice a vita e che non comprendono quindi che le sue parole e la sua attività di testimone rappresentano a tutti gli effetti un vero e proprio servizio nei confronti del nostro Paese. Già questo forse può far capire quanto ancora oggi, nel 2021, l’antisemitismo e il razzismo siano presenti all’interno della nostra società. È molto importante, quindi, non dimenticare, questa giornata e le diverse iniziative che si tengono anno dopo anno servono proprio a questo scopo. Benedetta De Felice 2ª C