Sos ambiente: dove buttiamo le mascherine?

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L’ormai noto Covid-19, si sa, ci ha portati ad indossare la mascherina, nei luoghi pubblici e in presenza di altre persone, talvolta anche quando siamo in casa con i nostri cari. Inoltre, al fine di tutelare la nostra salute e di conseguenza anche quella degli altri, l’Oms ci invita ad un ricambio giornaliero dello stesso dispositivo di protezione individuale, meglio noto con l’acronimo Dpi. Ma come smaltiamo le mascherine che utilizziamo? Il tema è abbastanza delicato se si pensa che ad ogni individuo può corrispondere l’utilizzo medio di una, due mascherine al giorno. La corsa al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 sta purtroppo, per forza di cose, registrando un rallentamento, soprattutto per quanto concerne lo smaltimento dei rifiuti e quindi proprio di tutti gli elementi correlati alla pandemia in atto: guanti, tute sanitarie, contenitori di gel igienizzanti, carta che costantemente utilizziamo per procedere con le operazioni di igienizzazione. Dal momento che questa situazione coinvolge tutta l’umanità, quale messaggio possiamo dare a livello globale e come? Dopo un attento confronto, noi, allievi della 1ªE della scuola secondaria di primo grado M. Marinelli abbiamo vagliato diverse proposte, tra le tante emerse durante un’intensa attività di analisi relativamente a questa nuova piaga ambientale. Tommaso e Martina propongono di valutare dei contenitori che identifichino l’utente che smaltisce le mascherine con l’utilizzo di un’apposita card e riceva in cambio, per incentivare questa giusta pratica, un ulteriore pacchetto di mascherine nuove, sterili, o, perché no, un gel igienizzante, o dei guanti in lattice. Giacomo invita gli adulti a concentrarsi di più su questo aspetto, invece di rivolgere la propria attenzione solo alla crisi di governo e ricorda che le mascherine sono fatte per essere indossate e non per baciare le strade. Chiara, quasi arrabbiata, sostiene di sentirsi davvero stupita del fatto che bisognerebbe trovare una soluzione a tutto questo. Abbiamo aspettato anni per giungere alla raccolta differenziata e smaltire correttamente le mascherine è semplicissimo, ma di gente incivile, purtroppo, ce n’è ancora tanta. «E’ arrivata l’ora di utilizzare il cervello», afferma. Emma D. chiude la discussione e la lunga lezione con una citazione del filosofo e sociologo spagnolo Josè Ortega Y Gasse rintracciata a seguito di una ricerca assegnata dall’insegnante: «Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo, non preservo me stesso». PROGETTO Suscita particolare interesse tra gli allievi la proposta progettuale di Emilia Clarici che ha definito anche un titolo per la sua idea. Secondo l’allieva si potrebbero organizzare dei laboratori in cui promotori per la salvaguardia ambientale invitino giovani studenti a trovare strategie per il tema oggetto della discussione, chiedendo loro di realizzare degli slogan per sensibilizzare gli adulti. Sono preoccupanti i dati su base mensile, afferma, e dichiara di aver letto articoli in cui si parla di un miliardo di mascherine al mese solo per l’Italia. Non possiamo assolutamente rimanere impassibili di fronte a tutto questo, continua, e, ad ogni modo, la mia proposta potrebbe rappresentare per le scuole un modo di mettersi in gioco a partire da una tematica attuale. Andrea Stefanetti si dice molto preoccupato in merito allo «smaltimento delle mascherine». Credo che all’orizzonte si intraveda una problematica ambientale di non poco conto pronta ad affiancare altri rifiuti già incoscientemente dispersi dall’uomo in passato. Le mascherine potrebbero contribuire a definire trappole per i poveri animali innocenti che vivono in mare. L’isola di plastica nell’Oceano Pacifico ne è una reale testimonianza.

Classe 1ªE