Paolo e Francesca, la cronaca di un amore

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Ecco la prova del campionato di giornalismo dei ragazzi della classe 3B di via Amendola, scuola media di Santa Maria Maddalena. I ragazzi, seguiti dalla professoressa Maura Bellinazzi, hanno fatto un’inchiesta su ‘L’amore al tempo del coronavirus’. PAOLO E FRANCESCA A proposito di amore, durante il lungo periodo della didattica a distanza, ci ha molto colpito e appassionato la storia d’amore di Paolo e Francesca, partendo dalla Divina Commedia, poema allegorico-didascalico in cui Dante immagina di compiere un viaggio attraverso i tre regni che formano l’aldilà, descritti in tre cantiche: Inferno, Purgatorio, Paradiso. In particolare i versi del canto V dell’ Inferno. Questi versi appartengono al Dolce Stil Novo. Dante dice che la novità di questi poeti sta nel fatto di scrivere quando “amore li ispira” con un linguaggio raffinato. Nel secondo girone dell’inferno, Dante e Virgilio incontrano una schiera di dannati, che vengono sferzati dalla bufera. Dante nota fra essi due anime che sono insieme ed esprime il desiderio di parlare loro. Quando il vento si ferma, Dante le chiama. Una delle due rivolge a Dante la parola, perché ha sentito in lui comprensione per la loro sofferenza. Dice di essere Francesca, nata a Ravenna e racconta la sua storia. L’amore, che può nascere solo da un cuore gentile la spinse ad amare Paolo così fortemente che essi mentre saranno uniti per l’eternità. L’amore li portò entrambi a peccare, ma anche il loro uccisore sarà punito nella Caina. L’amore non consente a chi è amato di non riamare, “Amor ch’a nullo amato amar perdona”. Francesca si ferma, mentre Paolo piange e racconta la loro storia. Loro leggevano un giorno per svago la storia di Lancillotto e dell’amore che si impadronì di lui: erano soli e senza alcun presentimento. Più volte quella lettura fece incontrare i loro sguardi e li fece impallidire; ma solo un passo vinse la loro resistenza. Quando lessero che la bocca desiderata di Ginevra fu baciata da un così nobile innamorato, Paolo, che mai sarà separato da lei, le baciò la bocca trepidante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno non proseguirono oltre nella lettura. Mentre una delle anime raccontava questi fatti, l’altra piangeva, così che per compassione Dante perse i sensi come se stesse per morire e cadde come cade un corpo morto. Luca Guidetti Martina Bianchini Vanessa Murri A Pompei gli innamorati scrivevano i messaggi sui muri e proprio grazie alla lava e alla cenere si sono conservati. Il linguaggio usato era semplice e popolare a volte sgrammaticato, ma il messaggio era pieno di significato, amori appassionati o infelici. Abbiamo studiato un messaggio in latino e con la sua traduzione lasciato come trovato sui muri.

Riccardo Corazza Filippo Pezzini Lakshmi Cavretti