L’orrore e la memoria: la storia di Liliana Segre

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È importante ricordare ai ragazzi, dai quali dipende il futuro del mondo, tutti gli errori commessi in passato dall’uomo per non ripeterli mai più. La testimonianza di persone che hanno vissuto ingiustizie inumane è un grande passo verso un mondo più giusto. Liliana Segre è una tra quelle poche persone che sono sopravvissute alle leggi razziali, al campo di sterminio e alla crudeltà umana. È una tra i pochi testimoni dei campi di sterminio che porta inciso sul braccio il numero di Auschwitz-Birkenau. Liliana ha vissuto i suoi primi anni felicemente, essendo la dolce principessa di suo padre. A otto anni è stata espulsa dalla scuola: un fatto che l’ha sconvolta e si è sempre chiesta il perché, finché non ha capito che l’unica sua colpa era, semplicemente, il fatto di essere nata. Racconta che da quando non frequentava più la vecchia scuola vedeva le sue ex compagne puntarle il dito contro e per questo ci ricorda quanto sia importante, specialmente per bambini e ragazzi, sentirsi uguali. A tredici anni, il 30 Gennaio 1944, è stata deportata al campo di Auschwitz-Birkenau. Quando racconta, Liliana si definisce una rifugiata, una clandestina, una profuga, una schiava lavoratrice, sempre in preda allo stupore per l’assurdità di ciò che le succedeva. Finalmente il 31 Agosto 1945 Liliana è tornata a casa dai suoi parenti, era felice di rivederli, ma le mancavano suo padre e i suoi nonni. Era cambiata ed era diventata un’adolescente scontrosa, perché i terribili ricordi di Auschwitz la tormentavano. Quando era nel campo di sterminio aveva lottato per continuare a vivere, mentre ora che era libera desiderava morire. Ha ripreso a studiare e pian piano è ritornata di nuovo in lei la gioia della vita. Ha conosciuto il suo futuro marito, con il quale ha potuto finalmente parlare di ciò che era successo nei campi di sterminio. Liliana dal 1990 è diventata testimone della Shoah e nel 2018 è stata nominata Senatrice a vita. Oggi è una nonna felice, continua a raccontare la sua dolorosa esperienza anche per chi non ha una tomba con un nome per essere ricordato e per chi non è sopravvissuto per poter realizzare i propri sogni per la sola ragione di essere nato. Testimonia per affidare il ricordo dell’orrore del suo passato ai ragazzi che rappresentano il futuro, per far sì che un orrore così grande non accada mai più in futuro. Liliana insegna ai ragazzi di sconfessare sempre la menzogna, perché essa è l’arma più potente dei carnefici. Ricordare grazie alla sua testimonianza è la parola chiave per capire quanto sia importante lottare contro le ingiustizie e tramandare la memoria per costruire un mondo di fratellanza, uguaglianza e di pace.

Jasmeen Mehmi III C