«Il mondo è racchiuso nella nostra camera»

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Siamo ragazzi di dodici anni, stiamo crescendo e per diventare grandi dobbiamo attraversare quell’età particolare che si chiama adolescenza: un periodo di confusione che porta con sé trasformazioni e forti contrasti. Vogliamo provare a descrivere ciò che proviamo. Se ci voltiamo indietro e ci vediamo bambini, poi guardiamo avanti e ci vediamo già grandi pieni di impegni. Il corpo si trasforma e allo specchio non ci riconosciamo. Le gambe si allungano, le forme si addolciscono, ma l’ansia per l’esito di questi cambiamenti ci agita e incuriosisce. Lo specchio è amico e al tempo stesso nemico: ci guardiamo per scrutare i cambiamenti e osserviamo ogni minimo particolare del viso e del corpo per capire chi siamo. Allo specchio chiediamo consiglio. A volte ci allontaniamo dagli altri perché ci sentiamo infastiditi da tutto e incompresi, altre sentiamo il bisogno di condividere le emozioni più intime per cercare conforto e sostegno. Non è facile, in questo periodo, trovare le parole giuste per raccontare agli altri le nostre paure. I genitori continuano a trattarci come bambini e non rispettano più i nostri spazi; si meravigliano perché trovano la porta della nostra camera chiusa a chiave e pretendono di conoscere i nostri pensieri, ma se neanche noi li comprendiamo! Meno male che poi arrivano in soccorso gli amici che vivono i nostri stessi problemi. E allora sono speciali quei pomeriggi passati a mangiare ciambellone al cioccolato assieme a loro guardando serie Tv su Netflix, ascoltando la musica o facendo le imitazioni della professoressa di Lettere. Gli amici sono importanti, con loro ci confidiamo e raccontiamo di tutto, ma spesso capita di litigare e allora è una tragedia. Il cellulare è il protagonista di tanti eventi. Con WhatsApp si creano infiniti gruppi e ci si scambia messaggi alla velocità della luce, ovviamente con gli emoticon che per noi sono più eloquenti di mille parole. Nella nostra camera si racchiude il mondo. Qui si trascorrono ore sdraiati sul letto e guai se qualcuno entra senza bussare. La nostra stanza pian piano cambia aspetto: i pupazzi e i giochi che prima mettevamo vicino al cuscino o sulle mensole ora sono in un angolo e al loro posto ci sono libri di scuola, il caricabatterie per il cellulare e il computer. E poi, quando ci si prepara per andare a scuola o per uscire con le amiche si tirano fuori vestiti e accessori provando le possibili combinazioni tra jeans, felpe, camicette e anfibi, ma, chissà perché, non si è mai soddisfatti. Gli adulti dicono che questa è l’età più bella, ma, per ora, non siamo d’accordo. Chiediamo ai ragazzi che leggeranno questo nostro articolo di raccontarci le loro esperienze.

Lo scritto è firmato dai ragazzi Tommaso Antinori, Mariachiara Cacciolari, Pietro Casadidio, Lucia Castignani, Beatrice Cesoroni, Nicola D’Innocenzo, Leonardo Fabi, Elena Forconi, Elvis Gashi, Asia Governatori, Manuel Malpiedi, Giorgia Mancini, Bianca Martarelli, Elisa Pacioni, Melissa Panunti, Anna Rossetti, Lorenzo Rustichelli, Enea Scarpacci, Alessia Vescovo. 2ª C istituto comprensivo Don Bosco di Tolentino © RIPRODUZIONE RISERVATA