Pocahontas, l’intraprendenza delle donne

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1492. Cristoforo Colombo scopre l’America ed è solo l’inizio di una lunga e sanguinosa conquista, da parte dell’uomo bianco, degli Indios, che verranno rasi al suolo solo perché gli europei trovino oro e costruiscano su terre incontaminate. 1607. La colonizzazione è ormai avviata anche in America del Nord. Qui, in una tribù di Indios, viveva una donna, divenuta protagonista del film d’animazione che abbiamo visto in classe. Il film, nonostante sia romanzato, mantiene le caratteristiche e le credenze degli Indios (come il vento che è uno spirito che indica sempre la via da seguire, l’acqua che aiuta a prevedere, e gli alberi che sono amici dell’uomo, come la saggia Nonna Salice, sempre preparata a dare consigli e incoraggiare chi ne ha bisogno, anche se il più delle volte lascia che siano le persone stesse a capire la propria strada nel corso della loro vita), fa comprendere gli scopi degli Inglesi, ma soprattutto racconta la vita di una donna realmente esistita: Pocahontas. Pocahontas rappresenta l’intraprendenza delle donne; lei avrebbe dovuto sposare Kokoum, ma, nonostante i desideri di suo padre, non si fidanzerà con nessuno. Non è però coraggiosa di carattere, ma è la paura che le tira fuori il coraggio: infatti per la paura di perdere John Smith si sarebbe sacrificata al posto suo; per amore del suo popolo, dei suoi cari e della sua terra, nonostante John Smith stesse tornando a Londra, lei non sceglie di partire, ma resta con la sua tribù. Il tema che secondo me muove gli avvenimenti della storia sono i pregiudizi: gli Inglesi pensano che gli Indios siano incivili, selvaggi, assassini e traditori, e lo stesso pensano gli Indios degli Inglesi; questo lo esprime chiaramente Pocahontas nel canto “I colori del vento”, in risposta a John Smith che le aveva appena spiegato il progetto di costruzione degli Inglesi per “civilizzare” i “selvaggi”. In quel canto Pocahontas chiede appunto a John se alla fine i veri selvaggi siano loro o gli inglesi: «Ma dimmi allora, perché, se ’selvaggia’ chiami me, ci sono tante cose che tu non sai?». Gaia Anna Facchini Masotti Classe seconda Scuola secondaria di primo grado paritaria ‘Sacro Cuore’ di Lugo Prof.ssa Lara Menniti