«Mettete sempre passione nel vostro studio»

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Nel nostro istituto Sanzio è arrivata la nuova dirigente scolastica Nicoletta Ambrosio, è originaria della Campania, ma è vissuta fino allo scorso anno a Ravenna, dove ha svolto il ruolo di insegnante di scuola primaria. Abbiamo deciso di farle qualche domanda per conoscerla meglio: quest’idea ci è venuta grazie al concorso «Cronisti in classe», che speriamo di vincere. Con Roberta Cingolani, nostra professoressa di Lettere, ci stiamo preparando con delle lezioni a diventare piccoli giornalisti. Ambrosio, essere la dirigente di una scuola richiede molto impegno? «Sì, anche in relazione alla pandemia. Ci siamo impegnati tutti affinché le classi siano in presenza: io e il personale lavoriamo affinché voi possiate venire a scuola in sicurezza». Come si trova in questo istituto? «Ci sono ragazzi molto educati e anche professori che mi hanno accolta con estrema disponibilità. Sono insegnanti speciali, che lavorano con il sorriso, e percepisco un clima di serenità». Ha già dei nuovi progetti in mente per la nostra scuola? «Mi piacerebbe un gemellaggio, magari con una scuola fuori regione, per darvi la possibilità di ampliare gli orizzonti: proprio in un periodo in cui siamo costretti a stare spesso in casa e le relazioni sono complicate, sarebbe bello se riuscissimo a confrontarci con un’altra scuola che affronta una situazione differente e con ragazzi della vostra stessa età». Come è diventata dirigente scolastica? «Mia madre era una dirigente scolastica ora in pensione, però non era mia intenzione diventare dirigente scolastica: ho cominciato a lavorare come insegnante, siccome mi piace studiare, crescere, provare nuove esperienze, migliorarmi, ho fatto il concorso per dirigente e l’ho superato, ottenendo quest’anno il posto». Quale materia insegnava prima di venire a lavorare come dirigente? «Italiano alle superiori perché ho una laurea in Lettere classiche; sono entrata in ruolo alla primaria, dove però insegnavo matematica, scienze, inglese e geografia, e ho lavorato anche sul sostegno». Ha svolto altri ruoli importanti prima di diventare dirigente? «Ho fatto la maestra, un ruolo determinante nella vita di un alunno, perché dà un contributo decisivo alla crescita di ognuno, soprattutto se i bambini hanno difficoltà». Il suo sogno fin da piccola era diventare dirigente? «No, desideravo viaggiare e fare la giornalista. È capitato, però mi piace». All’inizio del suo mandato come dirigente, nel salutarci, ha definito noi ragazzi «linfa vitale»: ci può spiegare? «Perché siete voi che tenete in vita la scuola, che la animate, siete la parte più importante, perché ci date la motivazione per andare avanti anche quando le cose sono difficili. È bello confrontarci con voi che siete il futuro». Ora che è dirigente le manca il contatto con gli alunni? «Un po’ sì, però mi sembra di averlo instaurato con voi. In fondo sto continuando a lavorare con i ragazzi, anche se un conto sono 25 alunni, un altro 700». Come si definisce con un aggettivo? «È una domanda difficile…, però direi testarda». Quale aula le è piaciuta di più della nostra scuola? «Quella di musica proprio perché non so suonare. Per voi è una grande opportunità». Le piace la nostra cittadina? «La conosco poco purtroppo, perché sto lavorando molto e mi sono trasferita qui solo ad ottobre, perciò ancora non ho avuto modo di scoprirne tutte le risorse perché non l’ho «vissuta» ancora. Ho già visitato il centro di Potenza Picena, il lungomare, la chiesa. Mi piace la vicinanza al mare e il rumore del mare che sento quando apro le finestre». Ha dei consigli per farci diventare studenti migliori? «Appassionarvi, dovete trovare le cose che vi piacciono e appassionarvi a tutto ciò che fate a scuola, a maggior ragione alle cose che trovate difficili: vedrete che avrete maggiori soddisfazioni». Giorgia Canfarini, Anastasia Pellini, Alessandro Simonetti, Davide Tonnicchia e tutti gli altri alunni della 1ª A