La nostra vita a scuola? Difficile e complicata

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È passato circa un anno dall’inizio della pandemia. Se qualcuno ci avesse raccontato in anticipo la realtà che stiamo vivendo, gli avremmo dato del pazzo. Invece, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a convivere con questa nuova situazione. È stato un anno difficile, ma soprattutto molto doloroso. Abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini e anche la vita a scuola, in questo periodo, è piuttosto complicata e tutte le operazioni diventano più complesse e lunghe a causa delle norme per prevenire i contagi. All’inizio della mattinata e a ricreazione – quando il tempo lo permette – siamo divisi per classi e distanziati negli appositi punti di raccolta individuati nel cortile della scuola. Nei mesi più caldi è difficile restare in queste aree perché non ci sono alberi che facciano ombra; viceversa, nei mesi invernali, la necessità di radunarci all’aperto prima dell’inizio delle lezioni ci fa percepire il freddo umido e pungente del nostro clima della bassa reggiana. Ci disinfettiamo le mani con l’apposito gel a base alcolica, che, usato frequentemente, provoca come effetti collaterali tagli e bruciore alle mani. Al suono della campanella ci disponiamo in fila indiana per salire in classe all’ultimo piano, cercando di mantenere un metro di distanza uno dall’altro ed indossando la mascherina. Entriamo in aula col fiatone perché non riusciamo a respirare bene, soprattutto quando dobbiamo portare a scuola gli strumenti necessari per alcune materie che non possono essere contenuti nello zaino, come ad esempio la cartella di Arte e quella di Tecnologia. Seduti ai banchi, rigorosamente distanziati, si svolge la distribuzione delle mascherine fornite dal Ministero; questi dispositivi di protezione sono utili e necessari, però aumentano la fatica nel parlare e nell’ascoltare chi li indossa. La mattinata scolastica prosegue con le varie lezioni, scandite dal suono della campanella. In questa situazione è difficoltoso interagire con altre classi e ciò non favorisce il mantenimento dei legami instaurati in precedenza con i compagni di scuola e con gli amici. Anche durante l’intervallo ci sono delle norme molto più rigide rispetto a prima. Innanzitutto dobbiamo rimanere seduti al banco per mangiare, non possiamo voltarci per guardare negli occhi i nostri compagni perché in quel momento siamo senza mascherina e non possiamo neppure scambiarci la merenda; poi, quando è trascorsa buona parte della ricreazione, possiamo scendere – purtroppo solo per i pochi minuti rimanenti – in cortile. Ci sentiamo sorvegliati dal personale scolastico che deve controllare il rispetto delle norme. Non possiamo giocare e dobbiamo evitare il contatto con gli altri. Quella che stiamo vivendo è una situazione difficile, e lo sarà ancora per un po’ di tempo; se ne potrà uscire soltanto se tutti rispettiamo le norme.Classe I A