Essere o non essere nell’era digitale

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«Essere o non essere questo è il dilemma». Così diceva Shakespeare e lo dico anche io oggi. Questo argomento mi sta particolarmente a cuore, perché è difficile scegliere tra l’essere e l’apparire. Siamo nel ventunesimo secolo, l’era del digitale, l’era dove se non ti vesti bene sei povero o se non hai un profilo Instagram perfetto, non vieni considerato dai tuoi coetanei. Viviamo nell’era dove devi fingere di essere un’altra persona per paura di non piacere, nell’era dove esistono standard di bellezza elevatissimi e se non rispecchi questa linea, non piaci alle persone. Da qualche anno a questa parte mi sono ripromessa di non pensare a come la gente mi vede esteriormente, ma di farmi conoscere, apprezzare e amare per quella che sono, anche se, devo ammettere, è un percorso molto difficile. Io cerco sempre di essere impeccabile, ma non lo faccio tanto per gli altri, quanto per me stessa. Ho sempre tanta paura di non piacere alle persone. Agli occhi degli altri posso sembrare una ragazza sicura di sé, a cui non importa il giudizio delle persone, sempre sorridente e senza nessun problema, con una vita ‘perfetta’, mentre in realtà non è così. Non mi piaccio esteticamente, del giudizio delle persone mi importa tanto, forse troppo, sono quasi sempre triste e non ho una vita perfetta. Questo dimostra come i ragazzi di oggi non affrontino i problemi, tenendosi tutto dentro, cercando di non far capire agli altri come si sentono veramente, perché tanto non sarebbero capiti. Io, tuttavia, tra «essere e apparire», scelgo l’essere, perché una persona che ti ama davvero non ti guarda solo esteriormente, ma interiormente, con i tuoi pregi, difetti e qualità. L’apparire per me sarà sempre molto importante, fare una buona impressione, essere sempre perfetta e impeccabile, ma piacere a una persona per come si è veramente, è qualcosa che ritengo molto più importante e significativo. Secondo me, l’interiorità influenza molto l’aspetto, lo dice anche un aneddoto che «gli occhi sono lo specchio dell’anima». Mi sono ripromessa di imparare a ‘fregarmene’ del giudizio degli altri, di amarmi per quello che sono, di non cambiare per soddisfare qualcuno e soprattutto di riuscire a migliorare alcune spigolosità del mio carattere, di provare ad aprirmi di più, di essere più socievole e ampliare la mia cultura personale. Dopo questo piccolo sfogo sto meglio, non ne avevo mai parlato con nessuno, quindi consiglio a tutti di farlo. Ludovica Dianetti classe III A