Com’è bello raccontarsi ‘rappando’

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A vederli sembra facile: si fermano per strada e improvvisano free style. Ma quanto lavoro c’è dietro! A scuola l’anno scorso, prima del Covid, abbiamo partecipato a un laboratorio di Rap, tenuto dal rapper Manuel Simoncini in persona, in arte Kyodo. È stato un percorso graduale che è andato ben oltre la semplice musica. Ci ha insegnato, infatti, a esprimerci in un modo tutto nuovo. All’inizio ci siamo conosciuti attraverso le canzoni che ciascuno di noi ascolta: è incredibile quanto dicano di noi. Poi abbiamo cominciato a prendere dimestichezza con le parole: il prof ce ne consegnava una e noi dovevamo inventare una frase sensata che facesse rima. Non è stato un lavoro semplice, a volte venivano frasi sensate e altre volte frasi in rima. Unire queste due caratteristiche era la cosa difficile. Lo è anche per Kyodo: ci ha detto, infatti, che lui si esercita due ore al giorno. Lancia un ritmo, pensa a un tema e comincia a comporre rime. Perché per fare canzoni rap bisogna esprimersi con la scrittura, trasformare il testo in canzone, trovare rime, assonanze, un filo logico e il tempo. Ci siamo lasciati trasportare dal ritmo di una base, muovendo anche il corpo e immaginando un luogo e una situazione. Era importante dar credito alla nostra realtà e ai nostri luoghi per poter comporre qualcosa di nostro. Non è necessario, infatti, aver vissuto esperienze difficili e complicate: si può fare rap anche per esprimersi in una situazione normale. Questo laboratorio è stato una bella occasione per lavorare in gruppo, sì, ma anche su noi stessi. Quando ci è stato chiesto di scrivere un testo dal titolo ‘Chi sono veramente’ abbiamo capito che, solo scavando dentro di noi, possiamo ottenere grandi risultati, al di là della musica. Il momento in cui abbiamo inciso la nostra canzone ci ha lasciato un grande insegnamento: nel mettere insieme tutte le strofe ogni parola aveva un valore. È stato come costruire un grande mosaico in cui ogni tassello era fondamentale, seppur ognuno mantenesse un suo stile. Inoltre, questo lavoro è riuscito a regalarci uno scopo comune: abbiamo imparato un nuovo modo per esprimere quello che pensiamo o per raccontare una storia, che poi a volte è la stessa cosa. Abbiamo provato a tirare fuori le nostre emozioni, a raccontarle a tempo di musica. Alcuni di noi hanno trovato un modo per esprimersi ‘rappando’. Il rap è un genere musicale in cui ci si può esporre senza paura di essere giudicato. Le canzoni sono state pubblicate e sono raggiungibili sul sito della nostra scuola, ‘liceimalpighi’. Classi 3FR e 3ER Sede Revedin: Mattia Donati, Ilir Merlika, Giovanni Cappelli, Filippo Savioli. Prof. Matilde Lanzi, Cinzia Lurdo.