Questi nostri compagni venuti da lontano

Per leggere la pagina clicca qui

Immaginiamo di essere un migrante che, a causa di situazioni tragiche, è costretto ad abbandonare il proprio Paese. Una persona che si sente in pericolo e che è pronta a intraprendere un viaggio di ansie e paure, insieme a sconosciuti, solo per raggiungere un luogo più sicuro ma ignoto, per migliorare la propria vita. Le migrazioni, sempre esistite, non sono un’emergenza, indicando questo termine qualcosa di temporaneo. Si parla di emergenza perché ultimamente, specialmente nei Paesi poveri, la popolazione è aumentata, le risorse diminuite. Ci sono dittature e guerre che hanno provocato un incremento degli spostamenti. Durante questi viaggi muoiono migliaia di migranti, perché il viaggio si rivela difficile e pericoloso. Una volta giunti nel Paese di destinazione è possibile che i migranti vengano sottoposti a pregiudizi e stereotipi da chi considera sbagliato tutto ciò che è ‘diverso’. Per capire meglio la situazione, abbiamo intervistato due alunni della nostra scuola, arrivati da poco a Bologna. Shanto, giunto in nave dal Bangladesh tre anni fa con la famiglia per raggiungere il padre, in Italia per lavoro, afferma che, nonostante le iniziali difficoltà relazionali, adesso, grazie alle insegnanti, ai compagni e alla sua grande volontà, è riuscito ad integrarsi nella nuova realtà. Emiliana ci ha permesso di conoscere un’altra testimonianza significativa: insieme alla madre e al fratello è partita dalla Moldavia in macchina durante la pandemia, per raggiungere il padre in Germania. Nonostante abbia affermato di trovarsi bene e mantenuto abitudini e tradizioni del paese d’origine, la sua nazione continua a mancarle. Le due esperienze, anche se molto diverse, sono accomunate dallo stesso atteggiamento inizialmente un po’ schivo e timoroso. Entrambe però, oggi, attestano il successo della loro accoglienza. Questa situazione ha creato un beneficio per la classe che è diventata un gruppo di persone eterogenee per carattere, culture ed esperienze. Una classe che ha davvero tanto da imparare dai nuovi compagni e che quotidianamente, con grande collaborazione, ha occasione di sviluppare vere competenze di cittadinanza. L’ignoranza porta le persone a credere di doversi difendere con comportamenti intolleranti e allontanando chi appare ‘diverso’. Così, però, si dimostra di non comprendere che una società multietnica è più ricca di colori, lingue, tradizioni. E dunque di possibilità di sviluppo. Classe 3A: Mattioli Bianca, Nascetti Caterina, Mariasole Morandi, Giulia Castellari, Sofia Pappalardo Classe 3D: Lardi Alessandro, Giulia Fabbri, Ventura Gabriele, Nicolas Naldi, Sofia Rovatti, Wilhelm Fiechter Insegnanti Caterina Gallo, Cristina Semeghini, Francesca Nanni