Lo strano caso dei pensieri contrastanti

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Mi alzai dal letto a stento. Cavolo se ero stanco! La sera precedente ero andato a dormire tardi, alle undici di sera, e per essere un bambino di dieci anni che doveva svegliarsi alle sette, questo voleva dire dormire poco. Ero andato a letto alle undici, ma mi ero addormentato alle undici e mezzo. Andai in bagno, ero molto eccitato e felice, non so perché, ma lo ero. Mi guardai allo specchio. Non ero io. Non era il mio viso. Mi toccai la faccia, ero io. Distolsi lo sguardo dallo specchio per un attimo, magari era solo un’allucinazione. Riguardai lo specchio. Nello specchio ero un’altra persona. Ero Sofia. Stavo per svenire, ma un’altra parte di me era felice, emozionata. Ma che cavolo! Sgranai gli occhi e mi avvicinai allo specchio. Sì, era proprio Sofia, una mia compagna di classe a cui piacevo follemente. Avevo la nausea, mi girava la testa, ero stupito. Questa cosa succedeva solo nei film e nei libri! Mi calmai e provai a pensare cosa fosse successo il giorno prima. Ero andato a scuola come tutti i giorni, arrivato mi ero seduto, avevo appoggiato lo zaino e mi ero tolto il giubbotto. Nessuno si era avvicinato a me; eravamo presenti tutti. Devi sapere che ogni banco era distante un metro dall’altro e all’entrata, all’uscita, a ricreazione e quando andavamo in bagno dovevamo avere la mascherina per un virus che aveva provocato una pandemia, ma adesso questo non è importante. Io avevo di fianco, a destra, Sofia e a sinistra Marco, un mio amico. Avevamo fatto lezione normalmente, poi, come sempre, dalle dieci alle dieci e mezza avevamo fatto ricreazione. Quello era stato l’unico momento in tutte le cinque ore in cui ero uscito dalla classe insieme ai miei amici. Ero uscito con tutti i maschi, le femmine erano rimaste in classe. Finita la ricreazione ero tornato in classe, non era successo niente di strano, tranne il fatto che la tasca in cui mettevo la mascherina era aperta, ma la mascherina c’era. Durante le lezioni successive era andato tutto liscio. All’uscita dovevamo stare ad un metro di distanza per il virus, quindi nessuno mi poteva prendere o toccare qualcosa. Di pomeriggio ero rimasto a casa mia perché avevo molti compiti da fare. Questo è quello che era successo il giorno prima. Per quale motivo nello specchio vedevo Sofia!! Mi misi la mascherina. Notai qualcosa di insolito. Nella mascherina non c’era il pallino rosso! Devi sapere che un giorno a scuola, per sbaglio, avevo sporcato la mia mascherina con la penna rossa, ma nella mascherina che mi ero appena messo non c’era il pallino! Una parte di me si stupì di questa cosa, ma un’altra mi disse che la mamma probabilmente aveva lavato la mascherina. Mi girava la testa. Avevo due pensieri in testa, ma pensieri totalmente contrari! Era come se lottassero tra di loro per scegliere chi aveva ragione, ma il secondo pensiero era più forte, così mi convinsi che fosse stata mia mamma. Se fosse stata in casa glielo avrei chiesto, ma lei era già andata al lavoro. Andai a scuola. La maestra doveva interrogare me e Sofia in storia. Io avevo studiato moltissimo, avevo anche ripetuto. Ma nel tragitto, quando provai a ripetere, era come se mi fosse volato via tutto il sapere!! Questa cosa non mi era mai capitata, perché ero sempre pronto, ma quel mattino mi sentivo diverso. Ero triste da una parte per il fatto di non ricordarmi niente, dall’altra ero felice di incontrare Sofia. Entrato in classe, la prima cosa che notai era che Sofia continuava a ripetere a bassa voce storia, per tutta la prima ora molte volte mi aveva guardato, sorridendo. Come faceva lei ad essere così preparata ed io no? Lei non era una che studiava, infatti non era brava, ma quel giorno era diversa. Continuava a guardarmi ed io ricambiai lo sguardo. Cavolo, mi sembrava bellissima. Non mi era mai piaciuta, ma quel giorno mi sembrava una dea. Mi venne spontaneo, mi avvicinai a lei per baciarla sulla guancia, tolsi lentamente la mascherina, e mentre glielo stavo per dare, non la vidi più come prima. Non la vedevo più così bella, mi sembrava brutta. Tornai composto, guardando Sofia con la mente confusa. Senza mascherina mi tornò in mente tutta la lezione di Storia. Provai a ripeterla a bassa voce, sapevo tutto. Mi rimisi la mascherina, non mi ricordavo più niente e Sofia mi sembrava una dea. Riprovai a togliere la mascherina, sapevo tutto e vedevo Sofia come gli altri giorni. Era la mascherina la causa di tutto! Quando indossavo la mascherina mi sentivo come Sofia, quando la toglievo, tornavo io. Ma perché Sofia era intelligente? Perché con la mascherina mi sentivo proprio Sofia e non qualcun altro? Guardai la mascherina di Sofia per capire se anche a lei fosse successo qualcosa per via della mascherina. La guardai attentamente e notai subito che sulla mascherina di Sofia c’era un pallino rosso nella stessa posizione in cui si trovava nella mia mascherina. Sofia aveva la mia mascherina!! La guardai con uno sguardo nervoso, mentre lei mi guardava con uno sguardo triste, pensando ancora al fatto che io non l’avessi baciata. Aspettai che la maestra si girasse, e nervosamente mi ripresi la mia mascherina e a Sofia diedi la sua. Me la misi e ora mi sentivo normale, mi sentivo come prima!! Oh, finalmente. A Sofia mancava qualche rotella e, magari, visto che le piacevo follemente, mentre io il giorno prima ero andato fuori dalla classe a ricreazione, lei aveva scambiato la sua mascherina con la mia e si era dimenticata di chiudere la tasca, ecco perché l’avevo ritrovata aperta! Ora tutto era più chiaro. Lo scambio di mascherina aveva provocato anche lo scambio di anima. Tommaso Faedi 3^G Savignano sul Rubicone