«L’autostima degli studenti va sostenuta»

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Primo giorno di scuola…come insegnante Fatima. La mia giornata è iniziata presto, molto presto. Sono andata in cucina a fare colazione, pensando a quando ero ancora un’alunna, con la tendenza a ‘sottovalutare’ il lavoro dei miei professori. Dico sottovalutare perché spesso tra compagni pensavamo che non ci capissero, che insegnassero male, che non sapessero valutarci e che si arrabbiassero per niente (come se fosse stato normale dire parolacce o tirare un calcio…). Sono scesa in garage, ho preso la mia macchina e mi sono diretta a scuola. Quando sono entrata nell’edificio, ho iniziato a fare tutte le cose che ogni insegnante è tenuto a fare ogni giorno. Già, da oggi l’insegnante sono io. Anita: Eccomi qua, in sala professori, pronta ad insegnare in questa scuola media, dove i giovani sono introdotti a ciò che verrà con un assaggio delle diverse possibilità di argomenti e materie che verranno in futuro approfondite. In fondo io devo solo mostrare loro quello che non vedono e ripulire dai sassi e dalle erbacce il loro cammino, affinché abbiano loro e soltanto loro la decisione finale sulla strada da intraprendere, tra infinite scelte, alcune ancora da creare. Fatima: È ora di entrare in classe e conoscere i miei alunni. La mia prima lezione…E se i ragazzi dovessero fare un po’ di confusione? Beh, aspetterei il silenzio e la loro attenzione. E se la non smettessero? Se non la smettessero, manderei la persona che fa più chiasso alla cattedra e io mi siederei al suo banco facendo chiasso a mia volta… Potrebbe funzionare? Anita: Prima di ogni altra cosa, nella mia classe vorrei che nessun alunno si sentisse una delusione, gli ricorderei che c’è del potenziale in loro, anche se a volte il risultato scolastico può non essere il massimo. Vorrei che non pensassero alla scuola media come ad una prigione di aspettative quando da grandi si volteranno per valutare questo periodo, vorrei che almeno avessero un buon ricordo di loro stessi prima di tutto. È importante l’autostima di ogni alunno, va curata e guai ad abbatterla! Vorrei che la conoscenza e la curiosità crescessero e rimanessero salde in loro. Vorrei rendere un mucchio di date e personaggi una bella avventura da raccontare a tavola, per riceverne indietro altre simili ed arricchire il proprio patrimonio di conoscenze. Non saranno certo soltanto i libri la loro fonte, lo saranno la comunicazione e le parole. Non vorrei che in classe ci fosse un’atmosfera soffocante, non pretenderei nemmeno il paradiso, ma avrei vinto la mia battaglia se a fine lezione ponessero domande e chiedessero la parola per esprimersi. F arei capire che le loro idee importano, che i loro punti di vista sono validi, forse anche più di quelli di una mente adulta seduta dietro una cattedra. Fatima Ly e Anita Viappiani II B