La letteratura anticipa la realtà

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Qualche giorno fa è stata comunicata una notizia curiosa e affascinante al tempo stesso: il Ministro della Difesa francese ha formato una squadra di scrittori, sceneggiatori, illustratori di fantascienza, con lo scopo di anticipare i mutamenti tecnologici, economici, sociali ed ambientali che potrebbero generare conflitti tra il 2030 e il 2060. Il Ministro francese si sarà ispirato agli artisti del passato. Nella letteratura l’esempio più famoso è Jules Verne, lo scrittore francese prefigura le fasi dell’allunaggio nel «Dalla terra alla luna» 1865. Nell’altro suo libro, «Ventimila leghe sotto i mari» del 1870, inventa un prototipo di sottomarino, in «2889: Giornata di un giornalista americano nel 2889», nel mondo i quotidiani vengono letti tramite fonografi agli abbonati come radiogiornali e si può comunicare con il fonotelefono, le nostre attuali videoconferenze. Altro precursore fu l’inglese H. G. Wells, autore de «La guerra dei mondi», dove descrive delle macchine belliche simili ai carri armati. Profetico fu George Orwell (1948) che descrive un governo che controlla tutti attraverso il grande fratello, cioè una rete di audiovisivi collocati nelle case che fa pensare a come oggi i colossi digitali ci controllano attraverso varie piattaforme. Bradbury in Fahrenheit 451 (1953) anticipa tristemente l’isolamento sociale che stiamo vivendo sempre più attratti dagli schermi che non dalla vita reale. Quanto tempo passiamo con cellulari e tablet! Anche nella cinematografia troviamo esempi, come in «Wargames» (1983), dove un hacker attraverso la rete mette in pericolo l’intero pianeta; in «Atto di forza» (1990) dove Verhoeven immagina body scanner, robot che guidano taxi. Inquietante, se rivisto oggi, è Contagion (2011), dove un virus letale trasmesso dagli animali all’uomo dilaga nel pianeta, con le stesse modalità del Covid-19. Infine i fumetti, dove troviamo lo sbarco sulla luna ipotizzato da Sidney nel 1959, il prototipo di stampante 3D descritto da Castelli in Martine Mystère. Gli artisti del ministro francese riusciranno con il loro genio a prevedere il futuro? Basterà solo l’arte? Mi auguro che possano ispirare la scienza, la ricerca, la tecnologia e illuminare le menti dei politici e dei potenti della Terra. Dovremmo essere tutti artefici del nostro futuro per poter vivere ancora nella «nostra casa comune», la Terra! Filippo Maria Fucili IIIA