Cinema e storia entrano in classe

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Noi alunni della terza media di Amandola abbiamo intervistato l’insegnante Elisabetta Ravanesi, coordinatrice de L’Occhio Narrante, progetto selezionato dal Miur tra le proposte del «Cinema Scuola Lab»2019/20. Riadattata secondo il protocollo anti Covid, l’iniziativa è divisa in due fasi: la prima riguarda il recupero di foto, diapositive e filmati degli archivi delle famiglie della zona dei Sibillini, da digitalizzare e restituire ai proprietari; la seconda sviluppa il confronto tra passato e presente relativamente ai mestieri, alle festività (religiose, ma pure quelle legate alla vita contadina come i momenti che chiudevano l’aratura o la vendemmia), alle migrazioni, al paesaggio. Tutto l’Istituto Omnicomprensivo è coinvolto con una serie di laboratori: la riflessione sul tempo all’infanzia si realizza con esercizi motori ed espressivi condotti dall’operatrice Alice Marinelli, la stessa che alla primaria fa costruire alberi genealogici e scrivere diari per conservare i ricordi. Alla scuola media si analizzano e si catalogano i materiali raccolti con il prof. Vincenzo Pasquali e all’Istituto Tecnico Economico si preparano videoclip che raccontano quanto emerso nella ricerca con l’intervento dei protagonisti, laddove possibile, diretti dal regista Marco Montenovi, e prosegue così l’esperienza maturata con «Visioni Sibilline», il film presentato un anno fa al cinema «Europa» di Amandola. Lo studio delle origini del cinema con l’analisi delle pellicole dei fratelli Lumière, proposto dall’esperto Stefano Gambelli, insieme a quanto custodito nel Museo Antropogeografico di Amandola (come ha insegnato il fotografo Giorgio Tassi) hanno reso possibile valorizzare quanto è in possesso delle famiglie. Gli alunni, insieme a genitori, nonni, zii e qualche bisnonno, stanno raccogliendo i materiali dietro i quali si celano le storie da raccontare nei prodotti finali: mostre e mini audiovisivi saranno il risultato di come il nostro occhio osserva la vita quotidiana e fa emergere le differenze con il passato. Il progetto insegna a soffermarsi sull’immagine per comprendere il sentimento che c’è dietro lo scatto o la ripresa, superando l’abitudine di filmare per condividere, più che fermare un’emozione, un frammento di vita. Se il Covid 19 ce lo permetterà, sono previste anche delle uscite presso l’Istituto Luce di Roma, il Museo del Cinema di Torino ed il Giffoni Festival che ci attendono. Classe III A