«Ragazzi, seguite l’istinto e le vostre inclinazioni»

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Andrea Pazzi, direttore generale di Confcooperative Romagna, è stato difficile creare l’unità romagnola? «E’ stato un percorso durato qualche anno, il tempo necessario per realizzare un buon risultato. La stagione complessa che stiamo vivendo ha permesso di rispondere a bisogni che erano già latenti nelle nostre imprese, colpite da una pandemia non solo sanitaria ma anche economica». La nuova unione territoriale tra Forlì-Cesena e Ravenna e Rimini cosa rappresenta? «Confcooperative Romagna è una delle Unioni più rappresentative al livello regionale e nazionale. Nata appena due mesi fa, racchiude ben 640 cooperative, 160.000 soci, 39.000 occupati di cui 20mila donne e oltre 7 miliardi di fatturato». Quali i pilastri fondativi del modello cooperativo? «Un forte radicamento territoriale, la responsabilità e solidarietà per cercare la soluzione ai bisogni dei territori (soprattutto quelli più fragili) e delle persone». Confcooperative Romagna nasce in un momento particolarmente difficile, in cui, all’emergenza sanitaria si è aggiunta una forte sofferenza economica, come vi impegnerete per superare questi problemi? «Affronteremo le difficoltà di questo tempo, cercando di colmare i divari e riducendo le disuguaglianze tra persone e territori, elaborando strategie di comportamento e azioni per supportare le cooperative, i loro soci e tutto il tessuto economico e sociale locale». Come siete riusciti a stare vicino alle cooperative nel 2020? «Abbiamo attivato tutti i sistemi possibili per essere presenti anche quando non ci si poteva muovere. In tutte le complessità vissute nel 2020 siamo stati a fianco delle imprese e le abbiamo supportate, impegnandoci a risolvere i problemi e a dare maggior forza alle imprese in difficoltà». All’interno della cooperativa vi sono anche i giovani, come vi ponete nei loro confronti? «Abbiamo un movimento di giovani che partecipano attivamente alla vita associativa e siamo impegnati nelle scuole nei processi di educazione cooperativa: un percorso di formazione che aiuta i ragazzi delle superiori a capire cos’è un’impresa e come funziona». Da oggi gli studenti si metteranno alla prova con la redazione di articoli grazie al vostro supporto in quanto sponsor di questo progetto, come incoraggiare i ragazzi in questo particolare momento? «Li invitiamo a puntare sulla propria formazione personale che gli sarà utile nel mondo del lavoro e li incoraggiamo a seguire il proprio istinto e le proprie inclinazioni. Un appello che faccio ai giovani è di non abbandonare mai le proprie idee e se decideranno di diventare imprenditori di affidarsi al sistema cooperativo che li può aiutare. La cooperativa è un modello economicamente efficace di fare impresa basato sulla persona e sul soddisfacimento di un proprio bisogno e non sul mero capitale. Efficace perché produce reddito e lavoro. I ragazzi devono comprendere che fare impresa è interessante, che si può fare impresa insieme ad altri anche con limitate risorse personali, ma buone idee. Questo può contribuire a far crescere una società pluralista, più equilibrata, solidale, giusta e un paese migliore». Annamaria Senni © RIPRODUZIONE RISERVATA