L’amicizia vera ha superato la prova Covid

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«L’amicizia è la cosa più difficile al mondo da spiegare. Non è qualcosa che si impara a scuola ma se non hai imparato il significato dell’amicizia, non hai davvero imparato niente». (Muhammad Ali). Parole realistiche, che fanno riflettere su quanto sia importante, per noi adolescenti, avere un amico che ti stia accanto e che ti aiuti a superare le occasioni e i momenti difficili. Per i giovani, l’adolescenza rappresenta un momento delicato, in cui si ha la possibilità di maturare e di decidere il futuro, anche se non sempre si fanno le scelte giuste, forse per l’emozione del momento, forse per la voglia di fare o semplicemente perché ci si vuol far notare e ci si interessa troppo delle opinioni altrui. L’amico, però, sa essere sempre presente, quando sbagli, quando non sai quale scelta intraprendere, quando ti senti confuso. Prima della pandemia, l’amicizia si viveva in modo diverso: potevamo incontrarci tutti i giorni, potevamo abbracciarci, potevamo praticare dello sport insieme e potevamo vivere senza mascherina, spensieratamente. Durante il lockdown, tutte le attività sono state interrotte e siamo rimasti isolati nelle nostre case, senza poter frequentare i nostri amici di persona. La tecnologia ci ha permesso di rimanere in contatto con loro tramite telefonate e videochiamate, e ci ha fatto sentire meno soli. Certo, se tutto questo fosse accaduto nel passato, le persone si sarebbero angosciate maggiormente e magari molte amicizie si sarebbero perdute. Ieri come oggi, gli adolescenti non sempre riescono ad alimentare la fiamma dell’amicizia, a volte infatti a causa di litigi o incomprensioni può capitare che gli amici si separino e che i contatti si perdano nel tempo. Si tratta di amicizie temporanee che possono sembrare molto profonde e destinate a durare, ma basta poco per distruggerne l’equilibrio. Naturalmente i rapporti possono risanarsi, ma spesso ciò accade perché qualcuno si propone di fare da intermediario, infatti, di rado, capita che una persona provi a riappacificarsi senza alcuno stimolo o pressione da parte di amici comuni. In altri casi, purtroppo, i rapporti non si ricuciono e anche la tecnologia, con la sua eccezionale potenzialità di avvicinare gli individui nello spazio e nel tempo, non è di aiuto alcuno. Dunque, possiamo affermare che il 2020 ci ha fatto capire chi erano i veri amici: i legami più sinceri si sono mantenuti come sempre e, in alcuni casi, siamo riusciti a conoscere virtualmente nuove persone. A scuola, in questo periodo, ci sono molte regole che noi ragazzi dobbiamo rispettare: bisogna indossare le mascherine, non ci si può più ’passare’ la merenda, non ci si può più abbracciare, e questa è la cosa peggiore perché negli anni scorsi quando ci sentivamo giù andavamo a parlare con il nostro migliore amico, che con questo piccolo gesto ci risollevava il morale come se avesse una bacchetta magica. Non vediamo l’ora di tornare alla normalità e speriamo che il Covid-19 venga debellato per tornare a vivere senza pensieri come una volta. Kevin Antoni, Evert Dufie Asare, Giovanni Caliendo, Riccardo Cavazzoni, Adam Chebbali, Sara Corghi, Morgan Di Fabio, Beatrice Dignatici, Aurora Di Grigoli, Adam Ennejmy, Asia Ferrone, Luca Frizza, Achille Giacobazzi, Homar Hadmoun, Alessandro Lancellotti, Laura Maestri, Aleksandra Popova, Diego Romiti, Tommaso Rossi, Samuele Scappini e Tommaso Veneselli (classe 2^ D della scuola media Cavedoni di Sassuolo).