I nostri anziani, un patrimonio da proteggere

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Prende il via oggi la quattordicesima edizione del Campionato di giornalismo ‘Cronisti in classe’ organizzato dal Resto del Carlino di Cesena per gli alunni delle scuole medie di Cesena e del comprensorio cesenate. Partecipano alla competizione otto istituti: la scuola San Domenico di Cesena, la scuola ‘Giulio Cesare’ di Savignano sul Rubicone, la scuola Via Pascoli di Calisese, le scuole di Sogliano, Roncofreddo e Borghi, la scuola media della Fondazione Sacro Cuore di Cesena e il plesso Anna Frank di San Giorgio di Cesena. Gli articoli realizzati dai ragazzi ci accompagneranno su queste pagine fino a maggio. Cominciamo così con la pubblicazione del lavoro della scuola di Sogliano al Rubicone. Alcune settimane fa la nostra Prof di Italiano, poco dopo essere entrata in classe, alla Lim ha scritto quanto segue: “In molti racconti di fantascienza si ipotizza che, in una società estremamente progredita, a sessant’anni le persone vengano eliminate, in quanto vecchie e inutili. Qual è la tua opinione riguardo al ruolo degli anziani nella nostra società contemporanea? Gli anziani, i nonni sono per lo più inutili, per loro si butta via del denaro dello Stato per pagare le loro pensioni o sono una grande risorsa per la famiglia e per la società? Le loro conoscenze, la loro esperienza e la loro saggezza sono un patrimonio per i giovani, che oggi più che mai hanno bisogno di maestri di vita?” Poi, ha aperto un confronto di opinioni. Ecco, in sintesi, le più condivise. A nostro parere, i nonni, gli anziani, nella società di oggi, sono estremamente importanti. Solo l’idea di “eliminare” gli ultrasessantenni, ci sembra folle e insensata, dal momento che alcuni di loro hanno combattuto in guerra per favorire la nascita delle “libertà” di cui godiamo e molti altri hanno lavorato per buona parte della loro vita, aiutando e “servendo” il nostro Paese. Ritenere vecchie e inutili le persone a sessant’anni, crediamo sia un pensiero vergognoso e irrispettoso. Sono fondamentali per le famiglie in cui i genitori lavorano, perché, se non ci fossero i nonni a prendersi cura dei nipoti, sarebbe molto complicato: non tutti possono permettersi baby-sitters e asili nido! E, proprio in questo momento socio-economico così difficile, duramente colpito dal Covid, che ha costretto bar, ristoranti, attività di vario genere a lavorare in modo diverso, con orari ridottissimi o, addirittura, a chiudere, succede molto spesso che tanti giovani ma anche meno giovani non riescano ad arrivare alla fine del mese e, quindi, siano dipendenti economicamente proprio dai nonni. Inoltre, gli anziani, soprattutto in paesi piccoli, come il nostro, ravvivano e “creano movimento” all’interno del paese stesso, dal momento che i giovani studiano e gli adulti lavorano, in quanto sono quasi solo loro che, durante la giornata, vanno (certo! prima dell’emergenza sanitaria) al bar, al forno, al mercato, in farmacia, Alcune ragazze della classe dicono che bisognerebbe “sfruttare” sia le loro capacità, imparando, per esempio, dalle nonne a cucire, dato che prima era un mestiere, che si andava a imparare e, poi, a esercitare sia le loro conoscenze, chiedendo di raccontare le storie e le esperienze vissute negli anni del dopoguerra o di come si viveva nelle campagne a stretto contatto con la natura e con gli animali. Potrebbero insegnarci come allevare gli animali, come riconoscere i suoni, come non perdersi nel bosco, e tanto altro. Invece, purtroppo, sentiamo sempre più spesso di anziani, che vengono “abbandonati” nei ricoveri, negli ospizi, perché, magari, i loro figli lavorano e non hanno tempo per occuparsene. Alcune persone sostengono che siano un peso per la società, perché non sono abili con la tecnologia (chiedono sempre assistenza per cellulari e computer!) e perché occupano spazio negli ospedali: posti letto e liste d’attesa per visite mediche sono sempre più occupate da loro; sono esentati dal pagamento dei farmaci; … Siamo invece convinti che si dovrebbe fare il possibile per cercare di non criticarli e di non lasciarsi soli. Del resto, è il ciclo della vita, che fa il suo corso! E, dato che loro hanno fatto e stanno facendo ancora molto sia per noi sia a favore dello Stato, ci sembra giusto ricompensarli, aiutarli e, spontaneamente, accarezzarli, amarli. Loro costituiscono i pilastri della famiglia e, quindi, della società, sono la memoria, la cultura e tutto ciò che ci resta del passato; dovremmo valorizzare di più le loro conoscenze e le loro esperienze, perché ci possono aiutare a crescere e a evitare di commettere nel nostro presente gli errori, che hanno fatto loro prima di noi. Noi dovremmo prendere esempio da loro, che, con amore e tantissimo impegno, hanno cresciuto i loro figli (oggi nostri genitori) e ora fanno lo stesso con noi; sono dei “secondi genitori”, quelli, però, che ti coccolano sempre, che ti danno ragione nelle discussioni con i tuoi, che ti viziano, regalandoti i soldi, ma sono soprattutto quelli che ti sanno amare come pochi sanno fare, e che si farebbero in quattro per vederti felice. Una di noi ci ha confidato che continua a chiedere all’unica nonna, che, purtroppo, ha, di raccontarle come si preparava per andare a ballare ogni domenica: vestito, scarpe, acconciatura e lo stesso ma riferito alle amiche della nonna ballerina. Così, tutti insieme, abbiamo riconosciuto come cambino i tempi! Una volta, si usciva sempre senza cellulare e l’unica cosa di cui bisognava preoccuparsi era divertirsi; mentre, al giorno d’oggi, non usciamo senza cellulare e siamo continuamente attaccati a esso. Però, se da una parte riconosciamo di essere sempre più attratti dai Social, dagli Influencer e dagli Youtuber, perché rappresentano un passatempo, il loro ascolto è diventato un modo con cui rilassarsi, divertirsi e, spesso, indispensabile per imitarli, data la notorietà, riconosciamo pure che il tempo trascorso con i nonni sia mille volte più prezioso: sono una fonte di ricordi su ciò che è successo, quando ancora non c’eravamo, sono una fonte di saggezza e, con la loro esperienza di vita, con tanti anni sulle spalle, sanno dare consigli giusti a noi ragazzi; ogni cosa, che hanno imparato, cercano di trasmettercela, per farci capire cosa conti nella vita e come affrontarla al meglio. A volte possono sembrare severi e “antichi” su argomenti come le relazioni tra le persone, il sesso tra le persone, i divertimenti preferiti da noi ragazzi, …, non sempre possono capire le nostre necessità, i nostri pensieri (hanno vissuto in anni diversi rispetto ai nostri, dunque, il loro modo di pensare è diverso, ma non sbagliato) e, per questo, possono un po’ far arrabbiare, ma rimangono comunque delle persone meravigliose, dispensatrici di consigli e di allegria; hanno infatti la capacità di capire, quando ti senti giù, e sanno sempre come migliorarti la giornata. Ashley, Ilaria, Kimberly, Viola hanno concluso la discussione condividendo il ricordo di una nonna o di un nonno, che non c’è più, rammaricandosi di non aver trascorso più tempo insieme: chi ricorda le lezioni nell’orto, chi le chiacchierate sul divano di casa, chi le partite a briscola, … Ashley, Aurora, Ilaria, Steven, Thomas, Viola e i compagni della classe III A della Piero Calamandrei di Sogliano al Rubicone (Istituto Comprensivo)