«Il punto di vista dei ragazzi ci porta a nuove considerazioni»

Per leggere la pagina clicca qui

Mauro Mambelli, presidente Ascom Confcommercio Ravenna, cosa vi ha spinto a sostenere il Campionato di giornalismo sin dagli esordi? «I giovani di oggi saranno gli adulti di domani, rappresentano il futuro. Ogni anno prendono parte all’iniziativa oltre 500 ragazzi. Gran parte di loro proviene dalle scuole medie e, quindi, è in quell’età in cui bisogna mettere le basi e poi prendere decisioni importanti per orientare i propri studi. Mi piace pensare che alcuni di loro scopriranno attitudini letterarie, proprio partendo dal campionato». Lei spesso ha avuto modo di incitarli durante i discorsi che ha tenuto alla premiazione … «Sì. Ho raccontato loro il mio percorso, esprimendo l’augurio di vederli domani al mio posto, se avvieranno un percorso nel commercio o nel turismo. Così come li ho invitati a raccogliere tutti gli stimoli possibili, a scuola e non solo, per immettersi un domani nel mondo del lavoro come dipendenti di aziende, professionisti, imprenditori». Cosa possono imparare nella stesura di un articolo? «La scrittura ha un fascino che non tramonta e grande è sempre la soddisfazione di veder pubblicato qualcosa. Pensare a un articolo obbliga a documentarsi e a raccogliere informazioni, sotto l’attenta guida degli insegnanti. Significa imparare un metodo che potrebbe servire in futuro, a prescindere da quale sarà poi la propria strada». A livello personale, cosa l’ha più colpita nel leggere gli scritti dei cronisti in erba? «Sono sempre rimasto sorpreso dal loro punto di vista. I giovanissimi vedono le cose con occhi diversi dagli adulti, notano cose che altrimenti passerebbero inosservate. E questo mi ha sempre portato a fare nuove considerazioni». In questo difficile momento, con la pandemia, è ancora più importante ‘intercettare’ le riflessioni dei ragazzi… «Sì. Il campionato rientra tra le poche iniziative che non è stato necessario rinviare. E non è poco, considerando il clima di incertezza. Gli alunni hanno imparato a studiare da casa, senza una programmazione chiara. Sarà bello vedere con quali stimoli affronterano la nuova sfida». Uno dei momenti più attesi è la premiazione finale. Sarà possibile farla in presenza? «Difficile dirlo ora, ma ovviamente la speranza è che si possa trovare una formula in grado di gratificare tutti, ragazzi, insegnanti e genitori. Mi è capitato di partecipare a diverse premiazione al palazzo dei Congressi: una grande festa in cui l’emozione è palpabile, soprattutto quando vengono assegnate le coppe e durante il rito delle foto. Si può studiare una soluzione alternativa che preveda la convocazione di una rappresentanza delle varie scuole, in un luogo all’aperto che garantisca il distanziamento». © RIPRODUZIONE RISERVATA