«I giovani punto di forza della cooperazione»

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di Annamaria Senni

Confcooperative è da anni partner del Resto del Carlino per il Campionato di giornalismo, un segno tangibile dell’attenzione dell’associazione cooperativa per il mondo della scuola e per i giovani in genere. Mirco Coriaci, segretario generale di Confcooperative Romagna, un’unione che rappresenta un grande traguardo per le cooperative romagnole, cosa vi proponete? «Vogliamo armonizzare i servizi e dare delle risposte ai bisogni delle cooperative. Permettere alle nostre associate di raggiungere il livello più alto legato ai servizi e alla capacità di risposta, sia sul fronte politico che sul fronte tecnico». Difficile realizzare questa unione? «Ci sono voluti diversi anni di confronto e una visione verso orizzonti più ampi e liberi. Abbiamo migliorato i nostri servizi implementandone dei nuovi, per essere ancora più al fianco delle nostre cooperative». Quando è nata questa realtà e quante cooperative e soci comprende? «La nuova Unione territoriale nasce due mesi fa dalla fusione di Confcooperative Forlì-Cesena e Confcooperative Ravenna-Rimini. Associa 640 cooperative offrendo loro rappresentanza politico-sindacale, e servizi. In totale ci sono 160mila soci, 39mila occupati, di cui 20mila donne e un fatturato che sfiora i 7 miliardi di euro». Ci sono anche giovani in Confcooperative? «I giovani ci sono, è uno degli elementi di forza della cooperazione. Tra loro troviamo le energie migliori. Abbiamo un’associazione di giovani imprenditori che a livello romagnolo raccoglie i dirigenti delle imprese (ragazzi fino ai 40 anni) che hanno la possibilità di sviluppare progetti e portare avanti idee innovative con il taglio di chi ha, in virtù dell’età, un punto di vista privilegiato che affronta in modo nuovo il mondo dell’impresa cooperativa». Avete dato modo al giornalismo di entrare in classe attraverso la vostra sponsorizzazione, quale incoraggiamento vuol dare ai ragazzi? «Il Campionato di Giornalismo per noi è un momento di grande confronto e credo che la scuola sia un valido esempio di esercizio cooperativo attraverso il lavoro insieme e la condivisione dei problemi e delle gioie. Crediamo che i ragazzi possano approfondire la tematica delle cooperative assieme all’informazione. Sostenendo poi la buona comunicazione come il Resto del Carlino, crediamo che si possa fare un sistema di promozione di conoscenza del nostro mondo, abbinato alla correttezza e alla serietà nel fare una comunicazione rispettosa della verità». Rispetto a prima ragionate in un’area vasta, che è la Romagna, cosa significa? «Confcooperative deve essere un riferimento, ben più che in passato per gli associati. Ci impegniamo in una comunicazione efficace e immediata sui quadri normativi in continuo cambiamento, in una relazione costante con gli enti pubblici territoriali al fine di rappresentare e svolgere al meglio un’attività di intermediazione e formazione». Quali sono le emergenze del nostro tempo? «Tra le grandi preoccupazioni vi è capire cosa ci sarà dopo il Covid. Noi ci impegneremo nella costruzione e nella salvaguardia dell’impresa e dei posti di lavoro e nella ricostruzione in forme alternative e coerenti con i bisogni del momento. Un ‘dopo’ fortunatamente ci sarà, e oltre al problema sanitario dobbiamo puntare su una politica sana legata all’impresa e utilizzare bene le risorse finanziarie che stanno arrivando».