«Da sempre con i giovani. È questa la nostra mission»

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«Da sempre come Med e Apple lavoriamo con i ragazzi e con le scuole». Stefano Parcaroli, amministratore delegato Med computer Srl (gruppo Med Store, esperti Apple dal 1982), spiega cosa l’ha spinto a sostenere «Cronisti in classe», l’iniziativa promossa da Il Resto del Carlino che dà la possibilità agli studenti delle scuole medie di scrivere articoli che saranno pubblicati sul giornale, un test che mette alla prova un po’ le loro capacità di rapportarsi con l’attualità e con il mestiere di giornalista. «Come azienda – spiega Parcaroli – portiamo nelle scuole la tecnologia che aiuta a rendere la didattica accessibile a tutti risolvendo così anche alcuni problemi come, per esempio, il deficit di attenzione e altre difficoltà cognitive e di apprendimento, ma coltivando nel contempo la creatività degli studenti affinché possano esprimere le proprie idee attraverso il disegno, la fotografia, la musica e i video». Perché ora c’è un grosso interesse per tablet e iPad da parte dei ragazzi? «Sono dispositivi che permettono ai giovani di aprire una porta sul mondo, pesano meno di un chilo e con questi strumenti è possibile avere a disposizione tutto lo scibile, per poi rielaborarlo e trasformarlo in contenuti creativi». Sono strumenti utili per lo studio e anche per il tempo libero, ma occorre usarli in modo equilibrato «È bene che ci sia la supervisione di un adulto perché la famiglia è sempre il primo insegnante, in modo che questi mezzi possano essere controllati, gestiti, visionati e anche limitati nell’uso, se necessario» I giovani seguono con interesse gli sviluppi della tecnologia? «I ragazzi capiscono un po’ prima i progressi e un po’ li guidano delineando così il futuro di alcuni mezzi, come per esempio è successo alla piattaforma Twitch su cui si stanno focalizzando diverse multinazionali essendo frequentata da un pubblico enorme» Cosa le hanno lasciato gli anni trascorsi nelle medie? «Ricordo con estremo piacere gli insegnanti perché ci spingevano a rielaborare le informazioni, ci incitavano a sperimentare. Era il periodo in cui stava prendendo il sopravvento la Rete e si iniziava a fare le ricerche su internet. A quei tempi eravamo un po’ tutti degli esploratori, mentre oggi gli adulti dovrebbero essere padroni di questi mezzi e insegnare agli altri come trarne beneficio». Del resto anche tra i banchi ognuno costruisce il proprio avvenire «Lo studio – conclude Stefano Parcaroli – è fondamentale perché si hanno a disposizione quei mattoni necessari per costruire qualcosa di importante. Quando poi si inizia a lavorare ci si ritrova ad apprezzare quegli insegnamenti perché utili nella vita e nella professione».