«Presidente, mi aiuti a salvare il pianeta»

Egregio presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono uno studente di 13 anni. Le scrivo perché credo possa aiutarmi a provare a cambiare il mondo nel mio piccolo. Siamo sempre più a rischio, il benessere e il futuro dei giovani dovrebbe essere in primo piano nelle politiche di tutti i Paesi, ma non è così. Il surriscaldamento globale potrebbe colpire pesantemente le future generazioni. Perché la politica non fa qualcosa di concreto e subito? Mi permetta di ritenere che i provvedimenti adottati sono insufficienti. Se desidera un esempio di quanto noi umani con il nostro egoismo stiamo provocando, è sufficiente esaminare gli incendi in Australia. Sarebbe importante che Lei e coloro i quali rappresentano altri Paesi, fossero più severi e stringenti con chi cerca di ignorare o aggirare il problema per pensare al proprio rendiconto. L’Ilva di Taranto, disastro ambientale, sanitario ed economico non è risolto, anzi la Mittal che ha comprato l’azienda, è riuscita a guadagnarci. Perché non cambiare le leggi in modo che non ci si possa guadagnare? Rischiamo di andare contro a troppe persone? Per risolvere il problema climatico, si potrebbe incentivare adeguatamente l’acquisto di auto elettriche. Ciò consentirebbe di abbassare i costi di produzione e proporre un veicolo più accessibile. Bisogna pensare anche alle colonnine ma un numero troppo limitato, frena l’espansione delle auto elettriche. Un altro problema è l’inquinamento delle risorse idriche legato a pratiche agricole non sostenibili. Perché non promuovere una legge che vieti di produrre e di usare prodotti che non siano biologici? Gli agricoltori non adotteranno più pesticidi chimici, ma prodotti che non inquinano, ora utilizzati solo per l’agricoltura certificata biologica. Per la costruzione di edifici si possono pensare strutture ecosostenibili dotati di sistemi di riscaldamento e produzione di energia elettrica originati da fonti rinnovabili, quali l’energia solare e geotermica, ristrutturando con criteri analoghi le vecchie abitazioni. Caro Presidente, con l’accentuarsi negli ultimi anni di grandi problematiche relative ai migranti, sempre più spesso si parla diritti umani. Parlo delle popolazioni più povere, del loro diritto all’acqua potabile, alla salute, all’educazione, infatti oggi a causa degli eventi climatici, la loro situazione sta peggiorando. Il problema climatico costituisce una delle più grandi violazioni dei diritti umani. Dobbiamo realizzare la crescita economica e sociale delle popolazioni più povere con energia rinnovabile. Questo comporterebbe costi e finanziamenti molto elevati, ma non abbiamo scelta se non vogliamo lasciare indietro i più deboli. Occorre anche tanta volontà politica. Signor Presidente spero possa aiutarmi a realizzare un mondo migliore. Gabriele Piumi II E

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