«Ora toccherà a noi aiutare i nostri nonni»

Ho sentito per la prima volta delle canzoni in 8D. Quando l’effetto è fatto davvero bene sembra che la musica ti giri attorno, passando da una cuffia all’altra. È bello pensare che il progresso vada avanti, che non siamo completamente fermi. Anche se forse è così. Ormai, tranne i programmi di intrattenimento, il progresso è legato totalmente o quasi a ricerche contro il coronavirus. È giusto così ma nel mio piccolo a volte mi trovo a pensare che ciò ci spinga ancora più in solitudine, più in ansia che, per quanto sia giusta, a volte è ’eccessiva’. Mi sento come schiacciata da tutto questo, ma senza sentirne il peso. Come se fosse una cosa lontana da me, quando invece sono qui che la sto vivendo. All’inizio non capivo davvero, convinta che fosse un qualcosa davvero assurda, di un altro mondo, uscivo con gli amici… è sbagliato, ma ho visto forse più gente nelle prime due settimane di chiusura delle scuole che nei due mesi prima. Ora ho invece capito la gravità della situazione ma la sento lontana, non so come spiegare… Ho avuto paura, per i miei nonni, per gli zii, ma non per me. Ho sempre ritenuto loro le persone forti e io quella fragile, loro sono sopravvissuti alla guerra. Ora però sono che devo fargli coraggio. Io ora non ho direttamente paura, ho paura per loro e di non essere capace di aiutarli come loro hanno sempre fatto con me, anche se so che è una cosa troppo grande per chiunque… figuriamoci per me. Così continuo a sentirla vicina ma lontana, a conoscerla ma a non comprenderla davvero. Era tanto che non guardavo le foto di quando ero piccola. Nei pomeriggi di quarantena invece, subito dopo pranzo, ho visto mia mamma che ne cercava una in particolare tra l’archivio del computer ed è venuta voglia di guardarle anche a me. Così ho iniziato a sfogliare album pieni di ricordi… Non so se ho fatto bene, dopo tutte le risate ricordando momenti magnifici racchiusi in semplici immagini, mi è venuta ancora più nostalgia degli amici con cui ero, dei luoghi in cui mi trovavo… Forse sono tornata consapevole di chi mi vuole bene davvero, di chi mi sta vicino solo per convenienza e di quanto bene io voglia a loro. La differenza tra un amico vero e un altro si nota anche in condizioni normali, ma solo in certe situazioni e se, con qualcuno non mi era ancora capitato di trovarmici, ora so perfettamente per chi sono importante davvero. Nonostante ciò mi mancano forse più quelli che non sono così importanti perché gli altri li sento sempre, e, anche se non posso abbracciarli e stare con loro come vorrei, siamo un po’più vicini. Penso che quando tutto questo finirà, smetterò di fidarmi di qualcuno, diventerò più acida di quanto già non sia, più fredda… ma che in compenso mi avvicinerò molto di più ad altri… Quindi forse tutto questo casino a qualcosina servirà e, anche se avrei fatto a meno di tutto sto disastro, avere veri amici e saperli distinguere dagli altri è importante. Giorgia Quattrini, classe 3B, Sante Zennaro

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