La scuola che verrà, timori per il post-Covid

Come ipotizzato da molti esperti, a settembre dovremo ancora fare i conti con il coronavirus perché sarà molto difficile avere un vaccino in tempi così brevi. Il distanziamento sociale sarà l’unica arma a nostra disposizione per combattere il virus ed evitare che si propaghi. Per questo motivo pensare ad un ritorno in classe con le modalità a cui eravamo abituati prima della pandemia sembra impossibile. Probabilmente inizieremo il nostro nuovo percorso alle superiori con mascherine, misurazione della febbre e slittamento degli orari di ingresso, con l’ipotesi di 15 minuti di differenza per evitare assembramenti. Non mancheranno poi i presìdi medici che avranno il compito di occuparsi della sicurezza del personale e degli alunni. Forse si continuerà ancora con la didattica online e di sicuro non si potrà stare tutti in un’unica aula: le classi saranno divise in due gruppi per evitare l’affollamento. Questa cosa ci intimorisce perché diminuirebbe significativamente la possibilità di fare nuove amicizie. Per noi, alle prese con il primo anno delle superiori, sarebbe ancor più complicato ambientarsi e vivere pienamente la bellezza di un nuovo percorso di vita, di studio e di amicizia così come lo avevamo immaginato. Le preoccupazioni sono molte e il momento difficile che stiamo vivendo inevitabilmente destabilizza. Basti pensare a come le restrizioni sociali abbiano trasformato la nostra vita: niente più abbracci o strette di mano ma solo metri di vuoto tra noi e gli altri. C’è da dire poi che la diffusione del coronavirus è stata una sorpresa per tutti, infatti sia professori che alunni hanno dovuto imparare a misurarsi con le varie difficoltà che la didattica a distanza comporta. Per noi, ad esempio, benché gli insegnanti ci siano sempre stati vicini e non ci abbiano mai fatto sentire soli, è stato impegnativo capire tutte le consegne che ci venivano assegnate e la preparazione dell’esame in queste condizioni è stata una prova molto dura. Avere concluso la terza media senza vedersi, poi, è stato molto triste, soprattutto perché non siamo riuscite a salutare né compagni, né insegnanti e non abbiamo potuto festeggiare in allegria la fine della scuola, proprio come eravamo soliti fare nel nostro istituto. Immaginando il prossimo anno, viviamo molte emozioni, tutte diverse tra loro: da un lato l’apprensione per come sarà gestito il nuovo anno scolastico, dall’altra la curiosità e la voglia di intraprendere una nuova avventura. Martina Ascione, Matilde Duretti, III A scuola Mattarella di Modena

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