«La didattica a distanza resti un’alternativa»

Per trarre un bilancio della didattica a distanza, abbiamo deciso di intervistare uno studente dell’età 13 anni che frequenta la classe seconda media e che risponderà alle nostre domande. Buongiorno, oggi volevamo porti alcuni quesiti a proposito di ciò che è successo in questi ultimi mesi. Come tutti sappiamo a causa dell’emergenza Covid-19, il secondo quadrimestre di questo anno scolastico è stato affrontato in un modo molto diverso. Come studente è stato faticoso abituarsi all’idea di dover imparare attraverso la didattica online? «È stato soprattutto complicato dover pensare di fare lezione da casa con mille distrazioni e comfort. Però penso anche che sia un’ottima alternativa alle normali lezioni». Hai una preferenza tra le lezioni dal vivo e quelle online? Quali sono quelle a tuo parere più produttive? «Ho sicuramente una preferenza per le lezioni dal vivo soprattutto per il contatto che instauriamo in classe sia con i compagni che con i docenti. A scuola abbiamo inoltre l’opportunità di interagire molto più facilmente rispetto alle lezioni online con domande e interventi. E quindi credo che la produttività sia maggiore». Quale dei due metodi di istruzione ti sembra più complesso? «Probabilmente quello online perché è abbastanza complicato riuscire a mantenere la concentrazione per tutta la lezione quando a casa possiedi tante fonti di distrazione». Vorresti proporre la didattica a distanza anche i prossimi anni? «Sicuramente i mezzi che siamo stati costretti a sfruttare a causa della pandemia sono comunque produttivi e utili e potrebbero essere utilizzati più spesso anche i prossimi anni». Quali sono i lati positivi dell’istruzione a distanza? E quelli negativi? «Tra quelli positivi c’è sicuramente il fattore della comodità; non doversi spostare da casa tutte le mattine è sicuramente più conveniente per noi studenti. Inoltre anche il fatto che ci siano poche ore rispetto alla quotidianità risulta meno stressante. I lati negativi sono soprattutto il non poter avere un contatto e non potere interagire più di tanto durante le lezioni rendendole così molto più pesanti e noiose». Erika Benetti e Sara Bertacchini Classe 2D

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