Esempi positivi contro il razzismo

Il 25 maggio, negli Stati Uniti, a Minneapolis, è accaduto un fatto sconvolgente. Un poliziotto ha ucciso una persona di colore senza un motivo. Il poliziotto l’ha soffocato premendo il ginocchio sul collo dell’uomo. Le ultime parole di George Floyd, questo era il suo nome, sono state: «Non riesco a respirare» a cui il poliziotto ha risposto «Non m’importa». Quest’avvenimento è accaduto senza una motivazione precisa: Floyd non aveva commesso nessun reato. E anche se questo fosse accaduto, il poliziotto non sarebbe stato comunque giustificato. Il poliziotto colpevole e gli altri agenti che erano con lui sono stati arrestati pochi giorni dopo, ma uno è stato rilasciato dopo una settimana perché era stata pagata la cauzione. Appena la gente ha saputo cos’era successo si sono scatenate proteste in tutto il mondo contro il poliziotto e contro il razzismo. Le persone hanno cominciato a radunarsi in piazza scrivendo su dei pezzi di cartone frasi come «Stop al razzismo», «Giustizia per George Floyd» o «Black lives matter». Purtroppo la polizia ha cominciato con le repressioni, non facendo altro che aumentare le proteste. Ovviamente ci sono state anche molte reazioni positive. Sul web si vedono molti video di poliziotti bianchi che abbracciano ragazzini di colore, ma i razzisti non si fermano. Si vedono anche sempre più video di persone scure di pelle maltrattate e picchiate. Questi post hanno sconvolto tutti e sono arrivati anche a influencer, cantanti e persone famose che hanno deciso di parlarne dando così il buon esempio. Cantanti come Ariana Grande e Billie Ellish sono andati alle manifestazioni contro il razzismo coinvolgendo tantissime persone. Purtroppo uno di questi, l’attore Cole Sprouse, è stato arrestato solo perché aveva partecipato a una di queste manifestazioni, oltretutto pacifica. Ma nel web ci sono anche molti che prendono con leggerezza l’argomento. Queste persone hanno creato la #georgefloydchallenge, che consiste nel farsi una foto distesi per terra con un altro che ti tiene il ginocchio sopra il collo. Ma fortunatamente non tutti sono così; sul web è comparso un nuovo hastag, #blacklivesmatter (‘anche le vite nere contano’). Appena ho saputo cos’era successo sono rimasta sconvolta, perché non è possibile che ancora nel 2020 ci siano discriminazioni per il colore della pelle. Spero che un giorno, non lontano, anche grazie a tutti gli esempi positivi che ci vengono dati, il razzismo smetterà di esistere. Arianna Mazzarini IID

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