«Gli antichi virus seppelliti torneranno tra noi»

Coronavirus e inquinamento: c’è un legame? In questi giorni di emergenza sanitaria mondiale numerose ricerche effettuate da scienziati provenienti da ogni parte del pianeta ci stanno fornendo indicazioni relative a questo virus, anche dal punto di vista ambientale e meteo-climatico. Pare quasi certo che ci sia una correlazione tra contagio e inquinamento. L’aria inquinata e le polveri sottili favoriscono la virulenza . Questa ipotesi spiegherebbe il contagio particolarmente elevato in Valpadana, in particolare il rate che si è innescato nei focolai lombardi. Non a caso Bergamo e Brescia sono le province più duramente colpite dal Covid-19, città mediamente tra le più inquinate d’Italia. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica BiorXiv, il disgelo dei ghiacciai e del permafrost può liberare virus e batteri non più attivi da millenni. Gli effetti del cambiamento climatico sono molteplici: aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello del mare. Un team di ricercatori statunitensi e cinesi ha intrapreso uno studio dal 2015; perforando uno strato di ghiacciaio profondo 50 metri gli studiosi hanno prelevato due campioni e, attraverso l’analisi microbiologica, hanno identificato 33 gruppi di virus, 28 dei quali sconosciuti e sepolti da millenni. Tali agenti patogeni potrebbero liberarsi nell’aria, come un vaso di Pandora, ed entrare in contatto con le falde acquifere. Il vero rischio sanitario dei prossimi anni, causato dallo scioglimento dei ghiacciai, è che questi virus sono sconosciuti e quindi potenzialmente pericolosi per l’uomo, che non possiede gli anticorpi necessari per affrontarli. La drammatica esperienza affrontata in questo periodo in cui siamo stati costretti all’isolamento sociale, al doverci privare di tutto ciò che davamo per scontato, come incontrarci in un campo da calcio o tra i banchi di scuola , deve portarci ad una riflessione: salvaguardare il pianeta è un nostro dovere, ma soprattutto un nostro diritto. Emanuele SambuchiClasse 2F

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