Noi, adolescenti in cerca di nuove avventure

Per tutti i ragazzi essere adolescenti non è affatto facile e noi, alunni della classe II K della Scuola Media Bonati, non costituiamo di certo un’eccezione. Come la maggior parte dei nostri coetanei ogni giorno ci troviamo divisi tra gli impegni relativi alla scuola, allo sport, alla famiglia e la voglia intima, profonda e pulsante di vivere, invece, grandi e incredibili avventure. È un po’ come trovarsi spezzati a metà ma la parte fantasiosa, quella che vuole staccarsi dalla realtà per librarsi in alto, difficilmente trova la possibilità di affermarsi. Eppure proprio la scuola, quest’anno, ci ha offerto una possibilità di spaziare con la mente e anche con l’anima: infatti ci siamo approcciati al genere Fantasy. Alcuni di noi avevano già letto Le cronache di Narnja di Lewis e Il Signore degli anelli di Tolkien. Altri nulla. Abbiamo letto in classe parte di Lo Hobbit e, in seguito, ne abbiamo visto il film. È stato come se davanti a noi si fosse spalancato un nuovo mondo, fatto di avventure fantastiche, di possibilità, di punti di partenza più che di arrivo. Ma ciò che, più di tutto, ci ha segnati e ci ha fatto guardare con occhi nuovi alla scrittura e, in particolare, al genere Fantasy, è stato l’incontro con il dottor Paolo Gulisano che ha avuto luogo nell’Auditorium del nostro istituto il giorno 17 gennaio 2020. Attraverso parole dirette, vere e proprie pennellate, ci ha dipinto in modo chiaro il quadro complesso che il genere Fantasy rappresenta. Non si tratta di voler evadere la realtà ma di crearne e viverne una popolata da personaggi magici e dalla voglia di avventura. Questa tipologia testuale riprende il mito antico, costituisce un modo diverso di guardare la realtà la quale è molto più vasta di quanto i nostri soli occhi possano percepire: per vederla davvero bisogna ricorrere ad altre risorse perché, come disse Antoine de Saint-Exupery «…non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi». Il dottor Gulisano ci ha inoltre stimolato a credere in noi stessi attraverso citazioni testuali come questa: «C’è in te più di quanto tu stesso non sappia», una lezione di vita più che un concetto. È bello, per noi ragazzi, immaginare di avere delle ali che sono solo pronte ad essere usate per farci spiccare il volo. A tal proposito, durante l’incontro il dottor Gulisano ci ha spiegato che uno degli elementi costitutivi del genere in questione è la ‘nostalgia’, parola che deriva dal greco e indica la mancanza di qualcosa, il dolore per ciò che è lontano, il peso dell’assenza… come nel caso di Bilbo che soffre per la mancanza di cose grandi che esulino dalla consuetudine. Tolkien ci comunica che qualsiasi lettore può fare grandi cose, ognuno DEVE essere protagonista della propria vita, affrontando le difficoltà… perché nessuno è troppo piccolo per riuscirci. Infine, tra le innumerevoli cose che abbiamo ascoltato con piacere, è rimasto in noi il calore di un concetto, in particolare, che il dottor Gulisano ha espresso riferendosi ai contenuti dei testi di Tolkien: l’amicizia è preziosa ed essere amici significa guardare insieme nella stessa direzione, condividendo quello splendido viaggio che è la vita. Siamo felici di aver potuto vivere quest’esperienza, ringraziamo la scuola e Gulisano e faremo in modo che tutti gli stimoli e gli insegnamenti che ci sono stati forniti non cadano nel vuoto.

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