«Leopardi, che onore portare il tuo nome»

Tra un turno e l’altro della visita guidata a Casa Leopardi, alcune studentesse di III B assieme a Roberta Cingolani, docente di lettere, sono rimaste a parlare all’ingresso del palazzo con la contessa Olimpia, che le ha incantate con racconti ricchi di dettagli e di aneddoti molto interessanti. Poi con la contessa e i figli Gregorio e Diana siamo scesi nelle cantine storiche dove i due giovani discendenti di Leopardi ci hanno concesso un’intervista. A fare le domande, Riccardo Amicuzi, Pierpaolo Moretti e Federico Morresi (III A), Ana Maria Vasilache (III B), Giordano Serenelli, Riccardo Spinozzi e Fabio Gattafoni (III C). A curare le riprese filmate il nostro compagno di classe Diego Giampaoli con Antonio Vicedomini della III B, esperti cameraman del laboratorio audiovisivo diretto dal prof Carlini, regista delle riprese e autore della foto di gruppo. Quando avete assunto il titolo di conti e cosa si prova a vivere in una nobile famiglia? «La famiglia ha assunto il titolo di conti nel 1726, anche se io e i miei fratelli non lo abbiamo perché è trasmissibile solo per parte maschile ed essendo contessa nostra madre non lo possiamo ereditare. La vita in una famiglia nobile è normale; studiamo, usciamo, facciamo le cose di tutti i giorni come voi». Fin dove arrivavano possedimenti dei Leopardi ai tempi di Giacomo? «Si estendevano come ancora oggi nelle colline intorno Recanati». Come è abitare in una casa così grande e antica? «Abbiamo abitato sempre qui, quindi è una cosa normale anche se ci rendiamo conto dell’onere e dell’onore che deriva dal vivere in una casa come questa». Avete autisti , maggiordomi e segretari o siete autonomi? «No, siamo abbastanza autonomi, non abbiamo autisti ma giusto qualche segretario, bibliotecario e un domestico». Avete altri antenati illustri? «Discendiamo da parte di nostra madre dalla sorella di Napoleone Bonaparte, Carolina e da suo marito Gioacchino Murat». Ci sono altre opere interessanti nel palazzo oltre ai libri? «Il patrimonio più importante è quello librario; conserviamo anche alcuni dipinti ma il pezzo forte della collezione è la biblioteca». Gli altri manoscritti originali delle opere di Leopardi dove vengono conservati? «Alcuni autografi si trovano a Recanati, anche se la maggior parte sono custoditi nella biblioteca nazionale di Napoli e in piccola a parte a Visso». Cosa provate a far parte di una famiglia in cui ha vissuto un grandissimo poeta e letterato? «È un grande onore e piacere, ma anche una cosa piuttosto onerosa, ci capita spesso di essere paragonati a Giacomo e noi proviamo a essere alla sua altezza, anche se è naturalmente molto difficile». Quale è l’opera preferita del vostro antenato? Gregorio: In assoluto il ’Canto notturno di un pastore errante nell’Asia’. Diana: Amo ’L’infinito’, ma anche ’Il diario del primo amore’. Federico Morresi e Riccardo Amicuzi III A

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