La povertà si vince con progetti partecipati

La riflessione che qui ci viene proposta da un alunno della classe 3A è di particolare intreresse perché si limita non solo ad inquadrare un problema sentito, ma ne abbozza anche possibili soluzioni. Ecco il suo contributo. ————— «In un momento in in cui stiamo vivendo una grave crisi sanitaria a livello globale che ci sta facendo comprendere come sia importante che lo Stato si occupi dei cittadini e, in particolar modo di quelli indigenti. Il Welfare State, che tradotto significa “stato del benessere”, usato per la prima volta in Germania, è un insieme di politiche pubbliche che hanno l’obiettivo di garantire il benessere dei cittadini, prodigandosi per tutelare coloro che non hanno le risorse indispensabili per un buon tenore di vita, attraverso degli aiuti in denaro, l’erogazione di servizi in natura o concessioni di benefici fiscali. In questo modo lo Stato svolge un ruolo importante per ridurre le disuguaglianze sociali e tutelare il benessere sociale dei suoi cittadini: per esempio deve investire nella Sanità pubblica per aiutare maggiormente le persone che hanno problemi economici e che, se devono pagare le cure, rinunciano a farle, deve investire nell’istruzione pubblica per dare opportunità a tutti, deve organizzare in maniera più efficiente gli aiuti economici. Oggi il Welfare si basa anche su nuove forme di servizi meno costosi ma allo stesso tempo più efficienti: per combattere questa crisi lo Stato usa il reddito di cittadinanza, una forma di sostegno economico formato da due parti: una economica e una per il reinserimento nel lavoro, che, però, è malvisto perché sollecita il non lavoro. In questo nuovo Welfare grande importanza hanno anche le Associazioni, il volontariato e le organizzazioni non governative che hanno il compito di presentare dei progetti che possono far inserire le persone più svantaggiate e farli uscire dalla povertà, fornendo loro delle competenze». Mattia Benucci 3A

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