Ferrara è Cultura

Ferrara è una delle 43 città candidate al contest ‘Capitale europea della cultura 2021’. L’iniziativa intende mettere in luce la ricchezza della diversità delle culture europee, celebrarne le caratteristiche, abituare i cittadini europei a uno spazio culturale comune e promuovere il contributo della cultura allo sviluppo della città. L’esperienza inoltre rappresenta un’opportunità di valorizzare la propria immagine agli occhi dei cittadini comunitari. Le città interessate a partecipare al concorso devono presentare una proposta. Le domande presentate sono esaminate tramite criteri stabiliti da una giuria di esperti nel settore della cultura: per ogni paese sarà eletta una vincitrice. La candidatura di Ferrara non è priva di fondamento, infatti la città è molto nota in virtù del suo assetto urbanistico, conseguenza dell’Addizione Erculea, ossia la ridefinizione del centro storico a opera del celebre architetto Biagio Rossetti sul finire del ‘400, per iniziativa dell’allora duca Ercole I d’Este. Fu la prima ridefinizione urbanistica nel suo genere, tale da rendere la città estense, secondo l’architetto italiano Bruno Zevi, la prima città moderna d’Europa. Alcuni esempi della modernità di Ferrara durante il ‘500 sono il Palazzo dei Diamanti, unico edificio ornato da diamanti di pietra in Italia; il Duomo, ora in ristrutturazione; e la meravigliosa piazza dedicata a Ludovico Ariosto, Piazza Ariostea, dove annualmente si tiene il palio più antico del mondo. Anche dal punto di vista culinario Ferrara ha le sue eccellenze: la storia del pane ferrarese, ‘la coppietta’, è una storia d’amore, omaggio ai boccoli di Lucrezia Borgia arrivata in città come sposa del Duca Alfonso. La coppietta simboleggia l’unione in matrimonio tra Lucrezia Borgia e il Duca Estense. Un’altra celebre eccellenza culinaria è la Tenerina, chiamata ‘Torta degli innamorati’ o ‘Montenegrina’. I tre nomi sono correlati; infatti sono tutti riferimenti alla storia d’amore tra Re Vittorio Emanuele II e Elena Petrovich del Montenegro. E se Ferrara ottenesse il titolo? Nel caso di vittoria del concorso, Ferrara gioverebbe di svariati vantaggi. Riceverebbe una somma di denaro destinata al comune da investire in attività pubbliche, offrendo quindi più servizi ai cittadini. Per sostenere l’aumento dei visitatori, il comune dovrebbe aumentare la quantità di trasporti pubblici, semplificando la vita tanto ai turisti quanto ai ferraresi. I fondi ricevuti dal comune potrebbero, per queste ragioni, migliorare le infrastrutture cittadine, modernizzando così la stessa Ferrara. Una nomina a Capitale italiana della cultura significherebbe una crescita sostanziale del settore terziario, oltre ad una ritrovata attività economica in centro e nelle zone confinanti grazie alle attrazioni turistiche. Ferrara aumenterebbe il suo prestigio nazionale ed internazionale e diventerebbe maggiormente un vanto per i suoi abitanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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