«Quirino e Sperandia, una storia esemplare»

Il 6 marzo, anniversario della morte del magistrato israeliano Moshe Bejiski, in Europa c’è la festività proclamata nel 2012 dal parlamento europeo per elogiare i Giusti tra le Nazioni. Sono gli eroi, per lungo tempo anonimi, che negli anni delle leggi razziali e delle deportazioni di massa nei campi della morte hanno messo a rischio la vita e quella delle loro famiglie pur di salvare uno o più ebrei, senza per questo trarne alcun beneficio. A scuola Leonardo Virgili ci ha raccontato la storia dei nonni Quirino Stortini e Sperandia Azzurri, proclamati Giusti tra le Nazioni. Nel 1938, il Governo emanò le leggi per la persecuzione degli ebrei. Ad Ancona abitava la famiglia Volterra: Vito era padre di tre figli e commerciante all’ingrosso di tessuti. Conoscendo bene Quirino (che aveva un emporio a Monte San Martino), gli chiese aiuto per sfuggire alla follia razziale dei nazifascisti. Così la famiglia Volterra si trasferì a Monte San Martino e lì rimase nascosta fino al termine del conflitto, vivendo in alcuni locali sottostanti l’abitazione degli Stortini, adattati per la circostanza. Il 10 giugno 1944 le truppe scozzesi entrarono a Monte San Martino per salvare gli ebrei così i Volterra riuscirono a emigrare in Israele avendo deciso di non avere nessun altro rapporto con gli italiani. Per alcuni anni Quirino e Vito si scambiarono alcune lettere, ma qualche anno dopo Quirino morì, senza raccontare mai quella straordinaria avventura. Nell’estate 2004 arrivò al municipio di Monte San Martino una lettera in cui si chiedevano notizie della famiglia Stortini. Il messaggio arrivava da Israele ed era firmato Volterra. Dopo alcuni giorni, una figlia di Quirino telefonò al numero indicato nella lettera e dall’altro capo del telefono rispose Viviana Volterra. Dopo qualche settimana avvenne l’incontro e l’abbraccio tra Viviana e le figlie di Quirino: Maria Pia (67 anni) e Tommasina (85 anni). Nel 2005 le due maceratesi vennero contattate dall’Istituto «Yad Vashem» che chiedeva documentazione sull’accaduto e poi è arrivato il riconoscimento concesso a suoi genitori. «Una storia di generosità, di gente comune che ha rischiato la vita per un forte ideale di fratellanza» ecco come viene definita la storia da Viviana Volterra, che ha voluto riscoprire i luoghi e le persone dell’accaduto. Martedì 14 novembre 2006 alla loro memoria è stato conferito il riconoscimento di «Giusti tra le Nazioni» perché salvarono per un sentimento di profonda solidarietà la famiglia ebrea di Vito Volterra. A consegnare l’onorificenza alle figlie dei coniugi Quirino e Sperandia (entrambi deceduti) è stato il consigliere dell’Ambasciata di Israele in Italia Rami Hatan, in rappresentanza dell’Istituto di Gerusalemme. Beatrice Brufani, Sara Chiaramoni, Michele Gilli, Emma Rapagnani, Lucia Toja

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