L’anno dei disastri ci serva da insegnamento

Questo 2020, fino ad ora, potremmo dire sia stato l’anno dei disastri: è quasi scoppiata la terza guerra mondiale, l’Australia è andata in fiamme, poi c’è stato e c’è ancora il Coronavirus, incendio a Chernobyl e un meteorite che è passato vicino alla Terra. Un pandemonio. Quel che noi umani stiamo considerando una prova difficile, per la Terra sembra una opportunità. Tutto ciò fa scaturire un ragionamento e giungere a conclusione: nella vita molto spesso le cose non vanno bene e si deve saper gestire anche le situazioni più difficili in modo opportuno. Se possiamo però annotare una cosa bella di questa quarantena è che la Terra, come pianeta, sta completamente rinascendo! Con questo lockdown le emissioni inquinanti delle automobili, delle fabbriche, dell’industria sono diminuite in maniera significativa, e così i geologi ed esperti stanno riscoprendo parti di natura e di ambiente che erano silenti, sommerse dal nostro mondo caotico, gli animali camminano per le strade senza avere paura, riprendendo spazi e luoghi che erano loro preclusi, senza paura. In questo periodo ci è chiaro il vero significato di Terra, unica e fragile, che merita rispetto: nei secoli abbiamo inquinato le acque dei mari e oceani, buttato tutte le sporcizie ovunque senza renderci conto della gravità delle nostre azioni, usato di mezzi di trasporto per qualsiasi occasione anche quando avremmo potuto usare tranquillamente i nostri piedi. Tutto questo sta cambiando, il risveglio della coscienza degli uomini, aumentato dalla pandemia, sta creando nuove forme di pensiero e di azione. Tutti hanno potuto rendersi conto di quanto sia bello vedere un cielo azzurro e ancora più bello poterselo godere. Quando avremo chiuso con questa crisi sanitaria, apprezzeremo tutto anche le piccole cose, e saremo i primi a difendere il pianeta da ulteriori soprusi. Da anno dei disastri, il 2020 potrebbe diventare l’anno dei miracoli. Carina Barboni Caterina Tacchi 2ªF indirizzo musicale

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