«Viaggio alla scoperta dei segreti del cinema»

Il museo «Cinema a pennello» di Montecosaro è unico in Italia e probabilmente nel mondo esclusivamente dedicato all’esposizione della grafica pubblicitaria cinematografica. Noi della 3ªC abbiamo avuto la grande occasione di poterlo visitare e di tuffarci in un’atmosfera di pace e tranquillità accompagnata da uno sfondo di arte e musica. Per la prima volta siamo entrati a far parte di un mondo del tutto nuovo, quasi sconosciuto per noi nativi digitali, davvero bello e particolare, che ci ha lasciati senza parole. Appena arrivati, Paolo Marinozzi, la nostra guida, ci ha accolto calorosamente e abbiamo subito iniziato l’avventura. Nel primo tempo della visita abbiamo visto le opere disegnate nel periodo che va dalla fine degli anni Cinquanta a fine anni Settanta del 1900. Successivamente, al piano superiore del museo, abbiamo potuto apprezzare lavori dipinti dai primi anni Trenta a fine anni Cinquanta; qui erano presenti anche oggetti personali di personaggi famosi del mondo dello spettacolo di quell’epoca. Abbiamo attraversato stanze «tappezzate» di arte e fantasia, piene di bozzetti e schizzi, talmente ben elaborati che li abbiamo scambiati per fotografie. Si tratta di bozzetti fatti a mano molto suggestivi, quasi del tutto realistici, dipinti originali a tempera o acquerello su carta o cartoncino disegnati da artisti, chiamati cartellonisti. Questi manifesti volevano lanciare un messaggio alla società del tempo, collegato ai film che rappresentavano, infatti in essi veniva riportata la trama del film, le scene e i personaggi principali. Era un modo innovativo di pubblicizzare l’uscita di un film al cinema. Infatti questi lavori, una volta accettati dalla casa di produzione, venivano stampati in tipografia come manifesti di vari formati. Fatti i manifesti finali, però, i bozzetti originali non venivano più considerati. Marinozzi, per fortuna, ha recuperato, anche faticosamente, molti di essi, creando una collezione variegata che ha permesso di dare a queste opere il giusto valore. Siamo rimasti colpiti e incuriositi da come venivano realizzati i cartelloni pubblicitari: mentre oggi tutto è stampato direttamente sul manifesto, a quel tempo, prima bisognava fare uno schizzo, e un disegno molto elaborato nei particolari, solo dopo si dipingeva la locandina definitiva. Questa era ideata per suggestionare chi guardava quella pubblicità per convincerlo ad andare a vedere il film. Alla fine di tutto abbiamo capito che bisogna stare nel presente, sognare il futuro e ricordare il passato perché fa scoprire cose di grande bellezza ed espressività. È stata davvero una grande occasione per noi studenti avere avuto la possibilità di immergerci in quell’atmosfera ricca di arte e musica, che ha caratterizzato la grafica pubblicitaria e il cinema fino ai giorni nostri. Giulia Ippoliti classe 3ªC Padre Matteo Ricci di Montecosaro

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