Ritorno a scuola tra classi doppie e paure

Come tornare sui banchi a settembre? E’ la domanda che si fanno milioni di studenti, famiglie e docenti. Noi del laboratorio di giornalismo diamo il nostro contributo con una serie di idee e riflessioni. «Il modo migliore – dice Giulio Pandolfi, della II A – è continuare per un periodo con le videolezioni, poi tornare in classe solo quando si avrà zero contagiati e non si correrà più il pericolo di una nuova ondata. La speranza di tutti è che entro dicembre ci saremo lasciati il Covid-19 alle spalle e forse avremo anche trovato il vaccino». Secondo Andrea Fiordelmondo (II A) «torneremo a scuola solo a gruppi facendo metà classe in aula e metà in video lezione in maniera alternata. Per il gruppo a scuola sarà più difficile, perché dovrebbero stare attenti a non essere troppo vicini e a rispettare tutte le norme di sicurezza, cosa che nella classe in cui eravamo non sarebbe possibile. Per il gruppo in video lezione all’inizio sarà forse più comodo, perché dovrebbe semplicemente continuare a fare ciò che è stato fatto fino ad ora». Anche per Greta Attilio (II C) il ritorno in aula avverrà sdoppiando le classi. «Al momento ci sono più dubbi che certezze». «Dipende dalla situazione – dice Martina Trento – come già sappiamo i casi a Jesi si sono azzerati quindi se entro settembre la situazione rimane questa si potrebbe benissimo tornare a scuola; in caso contrario, la soluzione più sicura sarebbe la didattica a distanza, anche se impegnativa e faticosa». Secondo Edoardo Pecci, sempre della II C, «si dovrebbe dividere la classe in due o tre gruppetti, in modo da poter fare lezioni da un’ora per materia divisi nelle aule. Una volta entrato a scuola, ogni alunno dovrà sapere su quale aula entrare, e vi rimarrà tutta la mattina, per il primo gruppo, mentre tutto il pomeriggio per il secondo. I professori potrebbero avere del plexigas davanti alla cattedra e ugualmente gli alunni». Più scettica Giulia Bordoni: «Non sarà possibile mantenere la distanza necessaria visto che le classi non sono enormi. La soluzione potrebbe essere tenere la mascherina». Riccardo Ficosecco suggerisce di «sfruttare anche il giardino della scuola». Teresa Marinelli confessa: ‘Ho un po’ di paura a ritornare perché non so cosa potrebbe succedere. L’unica cosa che so è che staremo molto più attenti di prima». II C e II A Laboratorio giornalismo

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